Naturalizzazione

Decisione sull'imam non definitiva: il suo legale ha fatto ricorso

SwissTXT / pab

4.11.2019

Radouan Jelassi 
Ti-Press

Qualsiasi decisione sulla permanenza dell’imam Radouan Jelassi in Ticino resta sospesa finché non sarà chiusa la procedura di naturalizzazione, considerato che il legale del religioso, l’avvocato Paolo Bernasconi, ha inoltrato ricorso al Tribunale federale.

È questa la prima considerazione da fare all’indomani delle rivelazioni sul caso dell'imam della moschea di Lugano, a cui la Segreteria di Stato della migrazione ha rifiutato la naturalizzazione perché sospettato di intrattenere legami con estremisti islamici, accuse respinte con fermezza dal diretto interessato.

Ripercussioni a livello cantonale?

A distanza di un giorno resta comunque l’interrogativo principale: la decisione della SEM potrebbe avere delle ripercussioni a livello cantonale?

A rispondere è Dunja Valsesia, aggiunta al capo della Sezione della popolazione cantonale che, per ovvie ragioni, non si è espressa sul caso specifico, ma ha descritto ai microfoni della RSI il funzionamento generale delle relative normative: «La procedura di naturalizzazione e quella inerente ai permessi di soggiorno sono due pratiche ben distinte. Di conseguenza il diniego della cittadinanza non comporta forzatamente delle conseguenze sul diritto di soggiorno».

«Il Cantone – prosegue Valsesia – può revocare o non concedere un permesso di soggiorno di principio solo in presenza di condanne penali di una certa rilevanza cresciute in giudicato. Quindi in generale aspetti di sicurezza nazionale e di natura preventiva esulano dalla sfera di competenza delle autorità della migrazione».

E nel caso di Jelassi si parla proprio di questa fattispecie, considerando che gli elementi raccolti dal Servizio delle attività informative della Confederazione non sono state giudicate tali da giustificare l'apertura di un procedimento penale.

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