Aviazione

Bacino della Verzasca vuoto, l'UFAC: «I curiosi coi droni sono un rischio per la sicurezza»

SwissTxt / pab

7.1.2022

Vogorno (Valle Verzasca): vuotatura lago artificiale diga della Verzasca. Nella foto, insolite passeggiate sul letto del fiume Verzasca dove a causa della vuotatura del lago artificiale della diga riemergono manufatti e strade antiche. © Ti-Press / Samuel Golay
Insolite passeggiate sul letto del fiume Verzasca dove a causa della vuotatura del lago artificiale della diga riemergono manufatti e strade antiche.
© Ti-Press 

Nelle ultime settimane si assiste a un afflusso di turisti, anche stranieri, che vengono a guardare il bacino idrico svuotato. E in diversi usano droni per foto o video. L'UFAC avverte che l'affollamento è pericoloso poiché non tutti i piloti rispettano le regole di sicurezza.

SwissTxt / pab

7.1.2022

Lo svuotamento del bacino artificiale creato dalla diga della Verzasca, divenuta celebre in tutto il mondo perché protagonista della scena iniziale di Goldeneye, film di James Bond del 1995, sta attirando tanti turisti in valle, in arrivo da fuori cantone e anche dall'estero.

Tra di loro diversi usano dei droni per scattare fotografie aree e video suggestivi. Questo traffico fuori dalla norma nel cielo verzaschese ha addirittura spinto l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) a pubblicare su Facebook, sul canale StaySafe dedicato all’aviazione generale, un post per ricordare le regole che anche i piloti dei droni devono rispettare. 

Parte del lago e tutta la diga sono nel raggio di cinque chilometri dall'aeroporto di Locarno e quindi i droni che pesano più di 500 grammi per legge, non possono volare se non sono stati esplicitamente autorizzati da Skyguide, la società che gestisce e monitora lo spazio aereo svizzero.

Inoltre, ricorda l’UFAC nel suo post, i droni devono volare ad almeno 100 metri dagli assembramenti di persone. E questo aspetto è da tenere particolarmente in considerazione in questi giorni di forte presenza turistica in Valle Verzasca.

Il raggio di 5 km attorno all'aeroporto in cui è proibito far volare dei droni senza autorizzazione specifica di Skyguide.
Il raggio di 5 km attorno all'aeroporto in cui è proibito far volare dei droni senza autorizzazione specifica di Skyguide.
UFAC

Considerando la morfologia della valle molto stretta la ricezione del segnale GPS può rivelarsi problematica, tanto da provocare un cosiddetto «Flyaway», ovvero l’allontanamento autonomo dell’apparecchio.

Anche se la regola dei 5 chilometri si rivolge ai soli droni che pesano oltre mezzo chilo, le autorità ricordano che anche quelli più leggeri devono essere mantenuti sotto contatto visivo e che devono essere pilotati in maniera responsabili, mantenendo un adeguata distanza dagli altri velivoli.

«La diga è usata dagli elicotteri come punto di riferimento»

La poretavoce dell'UFAC Antonello Laveglia ha spiegato alla RSI il perché del post sui social: «Lo abbiamo pubblicato per ricordare che il fatto di pilotare un drone implica responsabilità che vanno prese sul serio. Fra chi visita in questi giorni la Verzasca ci sono anche piloti di droni e alcuni di loro, apparentemente, non hanno rispettato le regole».

«Questo è un problema, continua Laveglia, oltre a rischiare sanzioni, si possono provocare problemi di sicurezza con le altre attività nello spazio aereo, soprattutto per quanto riguarda i numerosi elicotteri che volano in quella zona e che usano la diga come punto di riferimento».  

I droni potrebbero anche compromettere le azioni di salvataggio della REGA, i cui elicotteri partono proprio da Locarno.

L'unico scontro drone-elicottero proprio in Verzasca

Laveglia cita come esempio il precedente del 2018, quando si è avuta, proprio nei pressi della diga, l’unica collisione finora registrata in Svizzera fra un drone e un elicottero.

Un turista fece alzare il volto il suo drone in una zona vietata e a circa 1'000 metri di altitudine; che si schiantò contro l’elica di un elicottero,  costringendo il pilota a rientrare all’aerodromo di Locarno.

L’incidente ha provocato danni materiali per decine di migliaia di franchi ma, ricorda Laveglia, «in questi casi il potenziale di rischio è molto alto: una collisione potrebbe anche far perdere il controllo dell’elicottero».