Strategia di vaccinazione, Berset: «Ticino migliore della classe»

SwissTXT / pab

16.1.2021

Il consigliere federale Alain Berset
Il consigliere federale Alain Berset
KEYSTONE/Peter Klaunzer

Il vaccino c'è, ma non basta da solo. A testimoniarlo il nuovo giro di vite deciso dal Consiglio federale, che ha imposto un semi-lockdown dovuto anche all'aumento dei casi delle varianti del coronavirus in Svizzera.

Una decisione che, ha ammesso il consigliere federale Alain Berset in un'intervista rilasciata ieri sera al Telegiornale della RSI, è stata molto sofferta e discussa: «Abbiamo moltissime discussioni intense in Governo, da un anno ormai. E va bene così, perché dobbiamo trovare la via giusta, per minimizzare le sofferenze. Le sofferenze sanitarie, ma anche economiche o sociali. Non è un cammino facile da compiere».

E ora che è subentrata anche la mutazione del virus, sono arrivate anche delle difficoltà in più. «Queste nuove varianti sono già da noi, il numero raddoppia ogni settimana. Ci troviamo nella situazione in cui si trovava il Regno Unito all'inizio di dicembre. Se non facciamo nulla adesso, il risultato sarà semplice: un'esplosione dei casi in febbraio, e una conseguente chiusura totale», ha spiegato ancora il ministro ai microfoni della RSI.

Vaccini: Svizzera ben preparata, Ticino migliore della classe

A chi sostiene che la Svizzera proceda lentamente con le vaccinazioni, il ministro della sanità ha risposto: «Siamo molto ben preparati, siamo fra i Paesi meglio posizionati al mondo, con la scelta dei prodotti, con le dosi che sono state ordinate e che sono già nel nostro paese. Abbiamo mezzo milione di vaccini pronti e il loro numero aumenterà ancora nelle prossime settimane».

Le differenze tra i cantoni, ha sottolineato, sono evidenti, ma Berset non ha dubbi su chi sia messo meglio: «C'è un allievo modello, il migliore della classe, che è il Ticino, dove si sta facendo un ottimo lavoro. Ora penso che tocca agli altri Cantoni recuperare terreno».

Tornare alla home page