Cambiamento climatico

Un «Green Deal» da 67 milioni di franchi per i Grigioni

Swisstxt

10.8.2021 - 12:48

Jon Domenic Parolini, direttore del Dipartimento dell'educazione, cultura e protezione dell'ambiente
Jon Domenic Parolini, direttore del Dipartimento dell'educazione, cultura e protezione dell'ambiente
Keystone

Dopo la pubblicazione, lunedì, del rapporto internazionale sulla situazione climatica, il Governo grigionese ha presentato la sua soluzione locale per ambire a raggiungere un «saldo netto delle emissioni di gas serra pari a zero» entro il 2050.

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10.8.2021 - 12:48

Un piano costituito da varie misure, con una prima tappa da 67 milioni di franchi e un obiettivo preciso sulla riduzione delle emissioni di CO2.

Le misure più immediate, spiega la RSI sul proprio sito, sono quelle già note: favorire l'efficienza energetica, le energie rinnovabili, i trasporti pubblici, nonché ridurre le emissioni nell'agricoltura.

Un nuovo elemento è la concretizzazione della riduzione di CO2: i Grigioni non solo vogliono raggiungere l'obiettivo zero emissioni entro il 2050, ma fissano un tetto massimo di 21 milioni di tonnellate di gas serra che potranno essere ancora emesse entro questa data limite. A titolo comparativo, continuando con lo standard attuale (2 milioni all'anno), si arriverebbe a un valore triplo.

Se a livello globale si procedesse alla stessa riduzione - scrive l'esecutivo retico - la temperatura media globale aumenterebbe in media di 1,7 gradi centigradi, mentre l'obiettivo dell'accordo di Parigi è di arginare il surriscaldamento a 1,5°C.

Rinnovabili ed efficienti

Durante la sessione di ottobre il Gran Consiglio affronterà il messaggio e deciderà in merito alla prima tranche pari a 67 milioni di franchi. Dopo il dibattito durante la sessione di ottobre verranno definiti i provvedimenti delle tappe successive per le quali sarà necessario adeguare le basi giuridiche.

A tale proposito è prevista la partecipazione di diversi gruppi di interesse e della popolazione. Dopo la procedura di consultazione, il Gran Consiglio sarà in grado di decidere in merito alle tappe successive del piano d'azione non prima di fine 2023.

Oltre al contributo agli sforzi globali, a Coira ci si aspettano anche dei benefici da questo «green deal». Ci sarà infatti l'opportunità di fare restare sul territorio soldi che ora vengono spesi per prodotti petroliferi. Inoltre si presume possa essere ridotto il numero di danni causati dal maltempo.

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