Nuovi statuti per la Lega, Foletti: «Un passo avanti»

Swisstxt

21.6.2021 - 18:13

Il vicesindaco di Lugano e granconsigliere Michele Foletti
Il vicesindaco di Lugano e granconsigliere Michele Foletti
archivio Ti-Press

La legittimazione popolare per poter gestire la Lega dei Ticinesi: una scelta precisa, quella del movimento di Via Monte Boglia, che ieri ha modificato il proprio sistema decisionale interno.

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21.6.2021 - 18:13

È un capitolo nuovo: il primo lo aveva scritto Giuliano Bignasca con una penna, quella del presidente a vita, che fu e rimane ancora soltanto sua. Poi c'è stato quello redatto dai cosiddetti colonnelli. Ora si apre la terza via.

Ieri a Rivera il movimento si è dotato di due organi: il primo è l'assemblea generale, ne fanno parte, insieme ai fondatori e ai consiglieri di Stato e nazionali, soprattutto gli attuali municipali.

Loro compito, vegliare sul governo del movimento che prende la forma di un Consiglio esecutivo: sette membri. Di diritto i consiglieri di Stato, i rappresentanti a Berna e il capogruppo in Gran consiglio. Per arrivare a sette, i posti vacanti sono occupati da soci scelti all'interno dell'assemblea.

Tra chi ha lavorato per dar forma ai nuovi statuti, c'è il vicesindaco di Lugano e granconsigliere Michele Foletti: «Possiamo, con il Consiglio esecutivo, incontrare un gruppo rappresentativo degli eletti della Lega dei ticinesi e quindi questo gruppo rappresentativo prenderà poi le decisioni esecutive più immediate», ha spiegato ai microfoni della RSI. Questo per quel che riguarda il Consiglio esecutivo.

La base - l'assemblea - è composta da municipali. Mancano cioè i simpatizzanti, gli elettori, come avviene - anche se più o meno in forme diverse - in altri partiti: «Perché noi crediamo che la legittimazione popolare sia quella migliore per poter poi gestire anche un'assemblea e un comitato esecutivo», sottolinea Foletti.

La richiesta di essere più vicini ai vertici

Una richiesta, quella di essere più vicini ai vertici, avanzata direttamente dalla base. «Serve anche a noi, per valorizzare comunque la nostra funzione di municipale e, tramite le nostre feste, garantire questo contatto verso la gente e avere funzioni anche chiare, comunque, all'interno della Lega dopo 30 anni», spiega da parte sua Patrizio Farei, muncipale a Faido.

Vuol dire che queste cose prima mancavano? «Non mancavano sicuramente, ma forse non avevamo delle persone di riferimento dirette. Con una ridefinizione degli Statuti si riesce ad avere una coordinazione migliore del gruppo e anche un dialogo».

Secondo il municipale di Bellinzona e granconsigliere, Mauro Minotti, «non abbiamo una struttura complicata e complessa, che normalmente hanno altri partiti, ma come movimento abbiamo una struttura agile e anche presente sul territorio. Facciamo un po' da tramite».

Un passo che giunge dopo 30 anni. Per dirla con le parole di Foletti: «È stato un movimento molto verticista e non molto democratico perché avevamo un presidente a vita. Decideva lui. Questo è già un bel passo in avanti».