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L'obbligo del certificato Covid sarà esteso se aumentano ricoveri

mc, ats

25.8.2021 - 16:07

Il consigliere federale Alain Berset annuncia nuove possibili misure, in caso aumentino i ricoveri per Covid
Il consigliere federale Alain Berset annuncia nuove possibili misure, in caso aumentino i ricoveri per Covid
Keystone

I ricoveri ospedalieri per Covid continuano ad aumentare a ritmo serrato e non si può escludere che fra poche settimane gli ospedali siano di nuovo sovraccarichi.

mc, ats

25.8.2021 - 16:07

Per poter far fronte rapidamente ad ogni eventualità, il Consiglio federale ha avviato una consultazione sulla possibile estensione dell'obbligo di certificato Covid ad aree interne di ristoranti e bar, strutture culturali e ricreative ed altri eventi al chiuso.

Non si tratta di una decisione di applicazione. «Non sappiamo se le misure proposte oggi dovranno essere poste in vigore e quando, ma vogliamo essere pronti a reagire in caso di repentino peggioramento della situazione», ha precisato il consigliere federale Alain Berset in conferenza stampa. La situazione al momento è sotto controllo, ma può cambiare velocemente, come è già accaduto lo scorso autunno, ha aggiunto.

Evitare il sovraccarico degli ospedali

Le decisioni dell'esecutivo sono guidate da un solo criterio: evitare il sovraccarico del sistema ospedaliero. «Non possiamo attendere che il sistema sanitario sia sotto pressione perché questo sarebbe disastroso, non solo per i pazienti affetti da coronavirus, ma anche per tutti gli altri che rischiano di vedersi limitato l'accesso agli ospedali», ha puntualizzato il ministro della salute.

Il rischio esiste perché in Svizzera solo il 53% della popolazione è vaccinata. «Questo significa che il virus può circolare liberamente fra i non immunizzati e non possiamo essere certi di avere la situazione sotto controllo».

«Il certificato Covid non è la panacea, non è la normalità e non garantisce il 'rischio zero', ma frena i contagi. L'alternativa sarebbero le chiusure di negozi, ristoranti, scuole e attività culturali come abbiamo già vissuto con conseguenze molto più drammatiche. Non vogliamo tornare a simili misure», ha spiegato Berset.

Certificato per luoghi chiusi

In caso di aumento dei ricoveri, il Consiglio federale propone quindi di estendere l'obbligo di certificato Covid – rilasciato a chi è vaccinato, guarito o risultato negativo al test – alle aree interne di ristoranti, bar e club. Le regole si applicherebbero anche ai ristoranti degli alberghi, ma non per chi intende pernottare.

Le discoteche e le sale da ballo, che già sono tenute ad esigere il certificato, dovranno registrare i dati dei clienti per facilitare il tracciamento.

La certificazione verrebbe estesa anche a tutti gli eventi che si svolgono al chiuso, come concerti, rappresentazioni teatrali, proiezioni cinematografiche, eventi sportivi e privati. Sono esclusi gli eventi religiosi, i funerali e le riunioni politiche fino a un massimo di 30 persone, ma sarà comunque necessario indossare la mascherina.

Strutture culturali, sportive e ricreative

Anche per entrare in musei, zoo, centri fitness, palestre di arrampicata, piscine coperte, parchi acquatici, terme, sale da biliardo o casinò bisognerà dimostrare di essere negativi, vaccinati o guariti. Solo le strutture che contano unicamente istallazioni esterne possono farne a meno.

Le stesse disposizioni si applicherebbero alle attività sportive e culturali al chiuso dove le maschere non sono obbligatorie (come gli allenamenti o le prove di musica e teatro). Fanno eccezione i ragazzi sotto i 16 anni e gruppi come meno di 30 persone che si riuniscono regolarmente in locali separati.

Ai datori di lavoro dovrà essere espressamente consentito richiedere un certificato, se questo serve a stabilire misure di protezione adeguate o attuare una strategia di test. Attualmente l'obbligo si giustifica solo in alcuni luoghi, come gli ospedali o le case di riposo e di cura.

Test a pagamento dal 1° ottobre

Come già preannunciato due settimane fa, dal 1° ottobre chi si sottoporrà al test per ottenere un certificato dovrà pagarlo di tasca propria. Lo stesso vale per i cinque test al mese che si possono ottenere nelle farmacie. Visto che la vaccinazione è gratuita, il Consiglio federale ritiene che non spetti alla collettività assumere i costi dei test per le persone non immunizzate.

La Confederazione continuerà invece ad assumere le spese per i test nelle scuole e nelle aziende, quelli dei visitatori di ospedali e case di riposo, dei ragazzi sotto i 16 anni e delle persone che per ragioni mediche non possono vaccinarsi. Anche per chi presenta sintomi il test sarà gratuito, ma non darà diritto a un certificato.

I frontalieri, gli svizzeri residenti all'estero e i loro famigliari stretti potranno farsi vaccinare gratuitamente in Svizzera.

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