Covid, rallenta l'aumento delle infezioni, ma la situazione resta tesa

sam

14.12.2021

Gli esperti della Confederazione, tra i quali Virginie Masserey, responsabile della sezione controllo delle infezioni all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), hanno fatto punto sulla pandemia di Covid in Svizzera. La situazione rimane tesa. La variante Omicron dominerà in poco tempo. 

sam

14.12.2021

L'aumento delle infezioni da Covid rallenta un poco e il tasso di positività dei test si è stabilizzato. Ma non è ancora chiaro se l'evoluzione resterà tale. In ogni caso la situazione resta assai tesa, con le ospedalizzazioni e i decessi che continuano a salire.

Lo ha affermato proprio Masserey aprendo l'ormai tradizionale conferenza stampa degli esperti della Confederazione.

Al momento è stata superata la soglia dei 300 pazienti affetti da Sars-CoV-2 nei reparti di cure intense, pari al 35% dei posti disponibili, ha spiegato la Masserey. Nel complesso le cure intense mostrano un tasso d'occupazione dell'82%.

Qualche vaccinato in più

A livello di contagi, l'incidenza più elevata si registra tra i minori di 20 anni, in primo luogo nelle fasce dai sei agli undici anni e dai dodici ai quattordici. Tuttavia i ricoveri sono pochi.

Intanto i vaccinati, anche se non molto rapidamente, continuano ad aumentare e ormai circa il 77% delle persone di oltre dodici anni hanno ricevuto perlomeno la prima dose; la settimana scorsa i primi vaccini sono stati 30'000, 4'000 in più che la settimana precedente, ha affermato. Mentre il 63% delle persone di oltre 65 anni ha già ricevuto la terza dose.

Omicron dominerà in Svizzera a inizio 2022

Omicron è ancora poco diffuso in Svizzera, ma data l'elevata contagiosità sarà inevitabile che si diffonderà ancora ampiamente, ha sottolineato Masserey. A questo proposito non è ancora chiaro se le misure attuali basteranno.

Secondo la presidente della task force scientifica Tanja Stadler a inizio 2022 Omicron, rintracciata nelle acque basilesi già il 24 novembre, dovrebbe risultare la variante predominante nella Confederazione.

In base alle nozioni finora disponibili la vaccinazione è meno efficace: se per Delta il livello di protezione con due dosi si attesta al 70%-75% con il siero di Pfizer/BioNTech, per Omicron esso è di appena il 10%-50%. Tuttavia con una terza dose la protezione a corto termine sale al 60%-85%.

Omicron è più pericolosa?

Stadler ha sottolineato che non ci sono ancora prove che la variante sia meno grave per i non vaccinati che Delta, e non è neanche comprovato che sia più grave per i bambini. «Riteniamo che i decorsi siano simili per Delta e Omicron.»

Certo è però che quest'ultima è più contagiosa e quindi gli ospedali si riempiono più rapidamente. A suo avviso è necessaria una somministrazione rapida della terza dose e la vaccinazione dei bambini, intanto è comunque molto utile seguire le consuete misure di protezione quali il distanziamento, le mascherine e l'arieggiare i luoghi chiusi, in particolare le scuole.

Vaccini ai bambini, nessuna complicazione

Da parte sua Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni (CFV), ha affermato che più i contagiati sono giovani, più lieve è la malattia. Si stima che circa un quarto dei bambini e ragazzi abbiano già contratto il coronavirus, ma i decorsi gravi e le ospedalizzazioni sono rari e i decessi sono a quota zero.

Quanto alla vaccinazione – oggi CFV e UFSP hanno esteso la loro raccomandazione ai bambini dai cinque agli undici anni, dopo il via libera di Swissmedic al preparato di Pfizer/BionNTech per questa fascia d'età – egli ha sottolineato che il vaccino è efficace, omologato e sicuro.

Negli Stati Uniti già sei milioni di bambini sono stati immunizzati con una dose – due milioni con due – e non vi sono mai state complicazioni, ha sostenuto Berger.

Esercito e protezione civile in campo

Intanto il brigadiere Raynald Droz, capo di stato maggiore del comando operazioni presso il Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), ha spiegato che finora sono quattro i Cantoni che hanno chiesto aiuto all'esercito per le vaccinazioni o gli ospedali: Giura, Friburgo, Neuchâtel e Vallese.

La settimana prossima i militari impegnati in questi quattro cantoni saranno 84, contro nove attualmente.

Droz ha anche lanciato un appello urgente ai volontari a farsi avanti. «Ci manca personale specializzato nelle cure, soprattutto per la Svizzera romanda», ha spiegato aggiungendo che finora sono 300 i volontari che si sono messi a disposizione.

La più lunga operazione della PC

Mentre Christoph Flury, vicedirettore dell'Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP), ha riferito che quella legata all'emergenza coronavirus è la più grande e più lunga operazione della storia della protezione civile.

Dallo scoppio della pandemia sono stati prestati circa 533'000 giorni di servizio. Il bilancio è complessivamente positivo: la protezione civile può intervenire velocemente e in numerosi campi, è flessibile, resiliente ed efficiente. Venerdì il Consiglio federale aveva deciso una terza chiamata in servizio nazionale delle persone tenute a prestare servizio.

La situazione in Svizzera

In Svizzera, nelle ultime 24 ore, si sono registrati 8163 nuovi casi di Covid-19, secondo le cifre pubblicate dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Sono stati segnalati 24 nuovi decessi, mentre 155 persone sono state ricoverate in ospedale.

In Ticino sono stati segnlati 231 nuovi casi per un totale di 41'389. I pazienti ricoverati sono 97, quelli in cure intense 12. Il bilancio della vittime sale a 1028 (+3). Nei Grigioni, la pagina web dedicata all'evoluzione del Covid parla di 172 infezioni in 24 ore (25'897 totali). In ospedale ci sono 47 persone, di cui 7 nei reparti di terapia intensiva. Non si registrano ulteriori morti: i decessi da febbraio 2020 rimangono 215.