Coronavirus: continuiamo a pulire bene le superfici

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8.4.2020 - 16:09

Young woman in kitchen cleaning and listening to music When: 01 Aug 2016 Credit: Peter Scholl/Westend61/Cover Images
Source: Peter Scholl/Westend61/Cover Ima

Durante l’attuale crisi pandemica del Covid-19 è cruciale mantenere gli ambienti perfettamente disinfettati.

Gli scienziati consigliano di pulire nel miglior modo possibile tutte le superfici, anche se ottenere una pulizia che sia la 100% priva di batteri è praticamente impossibile.

Secondo un nuovo studio condotto in una clinica veterinaria, della durata di 5 settimane e mezzo, solo la metà delle superfici venivano pulite adeguatamente, mentre computer, tastiere e strumenti medici erano gli oggetti che venivano più frequentemente trascurati.

«Il concetto di malattia infettiva è sempre stato attorno a noi, ma adesso è più importante che mai agire per proteggerci», ha dichiarato Jason Stull, leader dello studio.

I risultati della ricerca, secondo Stull, possono essere applicati all’attuale crisi pandemica globale.

«Ci sono tante industrie e tanti gruppi fuori dalla sanità che hanno migliorato il livello di pulizia e disinfezione delle superfici che vengono comunemente toccate. Il messaggio di questo studio può avere un forte impatto per tante persone, per esempio per i veterinari, ma anche per individui impegnati in altri settori come le botteghe e i negozi di alimentari», continua l’esperto. «Il nostro studio indica anche che, sebbene ci impegniamo al massimo nella pulizia, è praticamente impossibile disinfettare al 100%. Allora dobbiamo ricordare che, a prescindere dal luogo in cui ci troviamo, è sempre meglio pensare che alcune superfici sono contaminate, e prima di tornare a casa, è bene seguire le raccomandazioni sulla pulizia delle mani e degli oggetti che abbiamo toccato».

Per quanto riguarda la pulizia delle superfici di casa, Stull consiglia di concentrarci sulle cose che si toccano di più, per necessità, come le maniglie e i pomeli delle porte, il piano cucina, i rubinetti.

La ricerca è stata pubblicata nella rivista scientifica Journal of Small Animal Practice.

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