Genitori e figli: la disciplina è più importante dell’affetto?

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1.12.2017 - 13:07

(Cover) - IT Fitness & Wellbeing - Per due genitori, l’amore e l’affetto devono essere i principali requisiti per crescere i propri bambini all’interno della famiglia. O forse no.

Secondo la psicologa newyorkese Lisa Damour, infatti, non è tanto il calore e la tolleranza dei genitori a determinare un corretto sviluppo dei bambini durante l’infanzia e l’adolescenza, quanto la qualità di una struttura educativa e il livello di disciplina nella routine di famiglia quotidiana.

Secondo la dottoressa Damour esistono 4 tipologie di genitori: quelli responsabili (alto livello di affetto e di struttura), quelli autoritari (alto livello di struttura, basso livello di affetto), quelli permissivi (alto livello di affetto, basso quello di struttura), e quelli negligenti (entrambi i livelli bassi).

A parere dell’esperta, la tipologia che più riscuote «successo» nella crescita di un figlio è quella dei genitori responsabili, che offrono un’equa dose di affetto e di struttura ai loro figli in crescita. Tuttavia, se i due fattori non dovessero andare alla pari, la dottoressa darebbe priorità alla struttura: per questo la seconda migliore categoria è quella dei genitori autoritari.

«I bambini e i teenager hanno bisogno di entrambe le cose: affetto e struttura», ha spiegato l’esperta in un’intervista con il Daily Mail Online. «A volte i genitori sono più propensi alla struttura, altre volte sono più permissivi. Ma una combinazione esatta dei due elementi sarebbe l’ideale per la crescita di un figlio».

Se i genitori sono troppo permissivi, invece, i figli corrono il rischio di trovarsi maggiormente in difficoltà quando, da adulti, affrontano i problemi del mondo esterno. Per questo l’ultima categoria in assoluto è quella dei genitori negligenti, che non offrono una sufficiente dose di struttura né di affetto ai propri figli.

«Senza sorpresa alcuna, gli adulti che sono cresciuti in circostanze simili sono quelli che tendono ad incontrare più difficoltà nella vita», ha concluso la dottoressa.

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