Géraldine Knie: «Di tanto in tanto si viene delusi dalle persone»

19.6.2019 - 08:10, Bruno Bötschi

Géraldine Knie a proposito dei suoi animali: «Dai cavalli e dai miei cani non sono mai stata delusa.»
Michel Comte

Eccola tornata in pista. Géraldine Knie parla a «Bluewin» del suo rapporto con Michael Jackson, spiega quali insegnamenti di vita ha appreso dai suoi cavalli e racconta perché non comprende le critiche mosse al Circo Knie in merito all’allevamento e alla cura degli animali.

Prego, entri pure! Géraldine Knie dà così il benvenuto al giornalista nel carrozzone del circo della famiglia Knie. La Knie indossa gli occhiali da sole anche se il tempo è nuvoloso. È comunque di ottimo umore ed ha un aspetto raggiante.

Dall'inizio di maggio il circo si esibisce nella Sechseläuteplatz di Zurigo. Il pubblico può assistere al nuovo programma per il centenario del Circo Knie: nella sola città sulla Limmat sono previsti tre spettacoli extra a causa della forte domanda.

Signora Knie, nei prossimi 30 minuti le farò tutte le domande possibili. E la prego di rispondere nel modo più breve e veloce possibile. Se non le va di rispondere a una domanda, le basterà dire «andiamo avanti».

Ok, va bene.

Qual è la sua sveglia al mattino?

Attualmente la mia sveglia è mio figlio Maycol junior. Ha un anno e mezzo, quindi mi chiama dicendo «mamma» abbastanza presto la mattina, tra le sei e mezza e le sette.

Caffè espresso o caffelatte?

Nessuno dei due, non mi piace il caffè. Al mattino preferisco bere un tè alla menta o un bicchiere di acqua naturale.

Si sveglia con la luna storta?

No per niente, non mi è mai successo. 

Géraldine Knie a proposito della sua famiglia: «È al primo posto per me e, naturalmente, la nostra compagnia viene subito dopo: il Circo Knie mi dona una gioia infinita.»
Nicole Bökhaus

È proprio vero che suo marito Maycol parla nel sonno?

Si, è così. Ma di solito non capisco quello che dice. Stranamente, anche nostra figlia Chanel parla nel sonno di tanto in tanto. Chanel ha esattamente lo stesso carattere di mio marito.

Può elencarmi tre motivi per i quali secondo lei la vita è bella?

La famiglia è al primo posto per me e, naturalmente, la nostra compagnia viene subito dopo: il Circo Knie mi dona una gioia infinita. Il circo è sia un hobby che un lavoro per me.

La sua famiglia è composta da cinque persone; vivete tutti insieme in una roulotte oppure Ivan, suo figlio maggiore, ha già una roulotte tutta per sé?

Proprio di recente abbiamo dato ad Ivan una roulotte per sé e adesso ha le sue piccole quattro mura. Compirà 18 anni il prossimo 6 luglio ed è diventato davvero un bel giovanotto.

Quali sono le tre cose più importanti che devono essere assolutamente presenti nella sua roulotte?

Le tre cose più importanti? Ahimè, le nostre roulotte sono le nostre quattro mura. Per noi sono perfette per viverci perché le abbiamo arredate esattamente nel modo che volevamo. E la cosa più bella delle nostre roulotte sono i nostri figli (ride).

Chi si occupa della pulizia della roulotte, lei o suo marito? Oppure vi affidate a una donna delle pulizie?

Ho una governante che mi aiuta, altrimenti non riuscirei ad avere tutto sotto controllo. E se la governante non è disponibile? Non c'è un ordine gerarchico nella nostra famiglia. Tutti fanno tutto, è un continuo dare e avere. 

Per quali faccende domestiche suo marito è particolarmente portato?

In realtà lui sa fare tutto abbastanza bene.

Cosa mi dice dei suoi figli Chanel e Ivan: la aiutano spesso?

Ivan non più di tanto, ma non fa nulla. Chanel, al contrario, mi aiuta spesso e volentieri.

Il Circo Knie ha inaugurato la sua stagione annuale a Rapperswil a fine marzo. Con gli ospiti Viktor Giacobbo e Mike Müller (che nel corso della tournée in Romandia e Svizzera italiana saranno sostituiti dal duo di umoristi francofoni Vincent Kucholl e Vicent Veillon, ndt.), con la cantante Nubya e un po' di nostalgia per il centenario. Tutto sommato, un mix perfettamente riuscito.

Prima di una première teatrale, è consuetudine che tutti i membri dello staff si sputino l'un l'altro tre volte sulla spalla sinistra come gesto scaramantico per l'augurio di una buona fortuna. Cosa fa il team «Knie» prima della première a Rapperswil?

Non conosciamo questa tradizione. Poco prima della prèmiere, innanzitutto raccogliamo tutte le nostre energie per concentrarci e riflettiamo su quelle cose che potremmo modificare nel breve termine, se non hanno funzionato durante la prova generale.

Géraldine Knie parla del suo ritorno in arena da cavallerizza: «È stato come tornare a casa. Cavalcare è una delle mie grandi passioni.»
Nicole Bökhaus

In quasi nessun settore la superstizione è così diffusa come nel teatro. Vale lo stesso nel contesto circense?

La superstizione esiste anche nel contesto circense. Probabilmente è altrettanto diffusa come nel mondo del teatro. Personalmente non sono superstiziosa.

Alcune regole teatrali un tempo avevano un senso pratico. Ad esempio: è severamente vietato fischiare sul palco. Una spiegazione per questa regola è che prima nei teatri c'erano le luci a gas leggermente infiammabili. Anche gli artisti e le artiste conoscono queste regole?

Si, queste regole ci sono anche nel circo: per esempio, non bisognerebbe sedersi sul bordo del tendone dando le spalle all’arena né passare sotto una scala.

Manca ancora un'ora all'inizio dello spettacolo: cosa fa nel frattempo?

A quel punto, la preparazione è già in pieno corso: mi trucco, mi sistemo i capelli e controllo che i cavalli siano a posto. Anche luci e impianto audio vengono verificati prima di ogni spettacolo. Poco prima di entrare in scena, mi metto anche a disposizione degli altri artisti come tramite, nel caso abbiano richieste o domande.

Quando arrivano gli ultimi cinque minuti ...

Sono molto concentrata sui cavalli e su Ivan e Chanel. Chanel ha solo otto anni. È già molto indipendente e ha una disciplina ammirevole. Tuttavia, la rivedo tutte le volte prima che entri in scena.

Come artista, desidera affascinare il suo pubblico al pari di un grande direttore d'orchestra?

Non ci avevo mai pensato prima ... Quello che vogliamo più di tutto è incantare il pubblico. Le persone che entrano nel Circo Knie devono riuscire a immergersi in un altro mondo, a staccare la spina per un pomeriggio o una sera. Il pubblico deve ridere, stupirsi ed emozionarsi di tanto in tanto.

La scorsa stagione, Géraldine Knie si è dedicata al suo ruolo di madre. Il figlio Ivan, 17 anni, e la figlia Chanel, 8 anni, sono stati a lungo i beniamini del circo, mentre il figlio più giovane, Maycol junior, ancora non è un protagonista degli spettacoli.

Per otto anni non è più apparsa al pubblico nelle vesti di cavallerizza. Al centenario del Circo Knie, ha deciso di salire di nuovo in sella. Come si è sentita quando è entrata cavalcando nel tendone alla première di Rapperswil il 21 marzo?

È stato come tornare a casa. Cavalcare è una delle mie grandi passioni.

Géraldine Knie a proposito di suo marito Maycol (con il figlio Maycol jun.): «Sa fare praticamente tutto.»
Nicole Bökhaus

Intrattiene il pubblico circense ben una o due volte al giorno: un programma mastodontico. Come fa a gestirlo?

La vita nel circo è il mio ardore e la mia passione. E una passione non ti fa stancare tanto in fretta. Tra l’altro, tutti noi della famiglia siamo al settimo cielo perché il pubblico svizzero festeggia insieme a noi il centenario del circo. Se ora penso che stasera rientrerò nel tendone cavalcando, mi viene subito la pelle d'oca.

Indossa solo abiti neri in arena; c'è una ragione particolare?

Come può vedere, mi piace indossare il nero anche nella mia vita privata. Il mio credo in arena è: voglio mostrare la bellezza dei cavalli ed è per questo che indosso costumi che siano il più semplici possibile. In arena tutti noi ci sentiamo persone che, più che fare circo, si prendono cura degli animali e, per questo, non voglio mettermi in primo piano.

In un'intervista ha detto: «Appena ci ho pensato, mi è stato tutto subito chiaro: il circo è la vita perfetta.» Perché la vita nel circo è perfetta per lei esattamente?

Non posso spiegarlo a parole. Il circo è qualcosa che fa parte di me ed è, accanto a mio marito e ai miei figli, il mio grande amore. Il circo è l'attività che mi dà più piacere nella vita.

Molti svizzeri, uomini e donne, dicono: «I Knie sono la nostra famiglia reale.» Vero o no?

(Ride) A mio padre Fredy non piace molto questa affermazione. È ed è sempre stato una persona umile e per questo mi piace molto cercare di essere simile a lui. Ma, naturalmente, penso che sia meraviglioso poter sorprendere e ispirare il pubblico svizzero con un nuovo programma.

A partire da questa stagione, il Circo Knie è in tournée con un nuovo tendone: non ci sono più aste che ostacolano la vista degli spettatori. Questa è una cosa meravigliosa per il pubblico. Ma il fatto che non ci siano più questi punti d’appoggio non rende il lavoro nel tendone più complicato per gli artisti?

No, per niente. Le aste mancanti non influiscono affatto sul lavoro in arena. Al contrario, la costruzione di un tendone senza montanti è un capolavoro logistico e tecnico. 

Dove vengono sospese le luci e dove viene sistemato l'impianto acustico? 

Mio marito Maycol ha risolto tutto questo in modo super. Nella famiglia «Knie», è lui il responsabile di tutte le questioni tecniche relative alla costruzione e al montaggio di tendoni.

Quasi 500 persone hanno partecipato a un crowdfunding per il nuovo tendone. Alla fine sono riuscite a raccogliere oltre 250.000 franchi. È rimasta sorpresa della generosità del popolo svizzero?

Si e allo stesso tempo ne sono stata felice.

Cosa è successo al vecchio tendone?

Ne abbiamo ricavato delle borse per poi regalarle, tra le altre, alle persone che hanno partecipato al crowdfunding.

Atteggiamento e carriera: da quali persone trae la sua ispirazione?

Mio padre, naturalmente, per lui come persona e per tutto quello che è riuscito a fare, è tuttora il mio modello di riferimento.

E oltre a suo padre?

La mia famiglia in generale, quindi i miei due zii Franco sen. e Rolf e, naturalmente, mio nonno Fredy Knie sen.

Sicuramente ha conosciuto numerosissime personalità di spicco e magari l'incontro ravvicinato con alcune di loro si è rivelato una delusione. Da chi non è stata delusa?

Al di là del fatto che uno sia famoso o meno, di tanto in tanto si viene delusi dalle persone. Questa è una caratteristica della razza umana.

Géraldine Knie a proposito di suo figlio Ivan: «È il mio principe. È incredibile quanto sia cresciuto velocemente. Un giorno mi sono voltata e mi sono accorta che era diventato un giovanotto.»
Nicole Bökhaus

Nel 2000, il «King of Pop» Michael Jackson ha assistito alle esibizioni del circo «Knie». Si è fatto scattare una foto con lei in quel momento. Come è stato?

Sicuramente per me è stato un grande momento, considerato che allora ero una giovane ragazza, nonché un onore, perché ascolto la sua musica fin da bambina.

Proprio ad aprile, il documentario di Jackson «Leaving Neverland» ha infiammato gli animi riaprendo il dibattito sulla pedofilia. Anche lei ha cambiato idea su Michael Jackson dopo averlo visto?

Non è stata ancora dimostrata la reale fondatezza delle accuse. In linea di massima, ci tengo a precisare che al giorno d’oggi è molto facile e veloce per una persona qualsiasi subire accuse di vario tipo, specialmente negli Stati Uniti. Ammetto di nutrire dei dubbi rispetto alle accuse menzionate nel documentario. Detto francamente, non credo che siano fondate.

Quali insegnamenti di vita ha tratto dai suoi cavalli?

Mi hanno insegnato a rispettare gli altri esseri viventi, indipendentemente dal loro aspetto e dal loro stato e, poi, a contenermi. Dai miei animali, dai cavalli, oltre che dai miei cani, non sono mai stata delusa.

Di quali animali ha paura?

Non ho paura degli animali.

Neanche dei ragni?

No e non ucciderei mai un ragno né una mosca.

Il suo lavoro, a volte, le fa paura?

La paura sarebbe controproducente, per questo più che altro ne ho rispetto. Ogni tanto mi capita di passare una notte insonne prima dell'inizio della tournée, perché mi chiedo se tutto andrà davvero bene. C'è così tanta energia, potenza e immaginazione nella realizzazione di un nuovo programma e, in tutti i casi, non si sa mai prima della première come uno spettacolo arriverà effettivamente al pubblico.

Quale talento vorrebbe avere?

Penso che vada già bene il modo in cui le mie capacità siano distribuite. Prima di tutto, voglio essere una buona madre e penso di esserlo. Perlomeno ho un buon rapporto con i miei tre figli. Sono la loro compagna di vita, la loro migliore amica. Ivan che, come ho già detto, presto compirà 18 anni, mi racconta tutto, dalla A alla Z. Lo apprezzo tanto e sono molto grata del fatto di riuscire ad avere un così bel rapporto con i miei figli. Per me questo significa che, da madre, mi sono comportata bene. E, ovviamente, sono molto contenta di questo.

Il suo più grande errore?

Ci devo pensare ... oh, non so cosa rispondere.

Negli ultimi anni, l'allevamento e l'addestramento di animali nel circo sono stati ripetutamente criticati. Recentemente, Tamy Glauser e Gülsha Adilji hanno persino invitato a boicottare gli spettacoli «Knie». Come ci si sente quando un altro essere umano vuole distruggere il lavoro che uno ama più di qualunque altra cosa?

Prima di tutto mi verrebbe da dire: rispetto l'opinione di tutti. Allo stesso tempo, mi trovo in difficoltà quando persone che non conoscono bene il Circo Knie ci lanciano delle accuse, sostenendo che i nostri animali non vengono trattati bene o non sono felici. Tutto quello che posso dire è che, semmai sentissi o vedessi che i nostri cavalli sono infelici, io sarei la prima a dire: «Basta, lasciamo perdere tutto.» Ma mi accorgo del modo in cui i nostri cavalli rispondono a noi e a me in prima persona e di come cercano contatto e vicinanza. Ai nostri cavalli diamo tutto e mio marito Maycol non è da meno in questo. Abbiamo sempre vissuto per loro. Noi li amiamo e loro ci amano. E, soprattutto, nulla accade a porte chiuse nel Circo Knie. Da noi tutte le porte sono aperte, tanto che il pubblico può assistere anche alle prove quotidiane.

Detto questo, Géraldine Knie non vuole più parlare della coppia Glauser/Adilji. Ma accenna al fatto che entrambe le donne hanno ricevuto la proposta da Fredy Knie jun. di fare personalmente una foto all'allevamento di animali nel «Knie», anche se, in realtà, non l’hanno ancora accettata.

A cosa associa la parola «casa», a un odore, un sapore o un’immagine?

La casa per me è la famiglia e il Circo Knie.

Se chiude gli occhi in questo momento, può dirmi che odore ha casa sua?

Sa di cavalli e segatura.

Suo figlio Ivan-Frédéric apparirà al pubblico in questa stagione con un numero personale. Quanto questo la rende orgogliosa?

Ivan è il mio principe. È incredibile quanto sia cresciuto velocemente. Un giorno mi sono voltata e mi sono accorta che era diventato un giovanotto. Quando posso guardare i miei figli in arena, sono sempre felice e orgogliosa.

Oltre a lavorare nel circo, Ivan-Frédéric studia per una laurea commerciale. Cosa accadrà se, una volta diventato maggiorenne, deciderà di non voler più lavorare come artista?

Onestamente, con Ivan e Chanel sono sicura quasi al 100% che resteranno fedeli al circo. Ma, per quanto riguarda Maycol jun., naturalmente non sappiamo ancora che tipo di personalità svilupperà. Se i nostri figli dovessero avere altri progetti di vita, io come madre li sosterrò. In ogni caso, non si può forzare qualcuno a vivere nel circo: questo tipo di vita bisogna averlo nel sangue e nel cuore, altrimenti non può funzionare.

In merito a lei, ad un certo punto della sua vita i suoi genitori le hanno espressamente chiesto se le sarebbe piaciuto lavorare nel «Knie»?

Ricordo esattamente quel giorno. È stata una conversazione molto breve. Avevo 18 anni quando mio padre Fredy mi disse: «Géraldine, oggi voglio chiederti formalmente: il Circus Knie è il tuo futuro?»

Farà la stessa domanda anche ad Ivan prossimamente?

Si, la farò.

È una madre apprensiva?

Sono una madre molto apprensiva, con un'eccezione: quando i bambini sono nell'arena. Fermo restando che non chiederei mai ai miei figli di fare qualcosa che io so di per certo essere pericoloso o addirittura impossibile. Io personalmente non sono mai stata presa a calci o morsa da nessuno dei nostri cavalli.

Sua madre Mary-José Knie, per la forte paura, non le permise di guidare un Töffli quando era adolescente.

La mamma mi disse di no, mentre mio padre era d’accordo. Finché un giorno ho trovato un Töffli davanti alla nostra roulotte e ho capito che mio padre aveva avuto la meglio. Mia madre tuttora racconta che sono salita subito sul ciclomotore e ho guidato selvaggiamente tutt'intorno al piazzale. Ma non è vero: l’ho guidato normalmente. Ad ogni modo, una settimana dopo il Töffli era sparito di nuovo.

Le è già capitato di vietare ai suoi figli di fare qualche acrobazia in particolare nell'arena?

No, ma come ho già detto, Chanel è molto avida e ambiziosa e per questo devo sempre assicurarmi che non si lasci troppo andare.

Bernhard Paul, direttore del leggendario circo «Roncalli», ha dichiarato in un'intervista: «Lo stipendio di un artista è il pubblico a definirlo. I numeri che arrivano meglio al pubblico procurano i guadagni più alti.» Anche nel «Knie» funziona così?

No. Concordiamo in anticipo le paghe con gli artisti.

Gli ospiti d'onore del «Knie» di quest’anno, Viktor Giacobbo e Mike Müller, hanno un copione davvero divertente. Altrimenti si può dire che l'umorismo nel circo è diventato qualcosa di raro. Come mai ci sono così pochi bravi clown al giorno d'oggi?

In passato la gente rideva più facilmente rispetto ad oggi, anche per le piccole cose. Il pubblico attuale è molto più critico. Le persone tendono a notare qualsiasi dettaglio che sia poco credibile.

C’entra qualcosa il fatto che il clown oggi viene più spesso chiamato comico e appare in televisione?

Io non credo, ma sicuramente la competizione è molto più elevata oggi, sia in televisione sia su Internet.

Qual è la sua barzelletta preferita?

Non ne ho nessuna in particolare.

Chi non deve assolutamente mancare per un Kafikränzli perfetto?

Mio marito.

Cosa apprezza di più delle sue amiche e dei suoi amici?

La loro lealtà e fedeltà.

Da quanti anni conosce la sua migliore amica?

La mia migliore amica è mia cugina Doris; la conosco da quando è nata.

Géraldine Knie a proposito di suo padre Freddy Knie jun.: «Per lui come persona e per tutto quello che è riuscito a fare, è tuttora il mio modello di riferimento.»
Nicole Bökhaus

Che qualità apprezza maggiormente in una donna?

Non importa che si tratti di una donna o un uomo: mi piace quando due persone ci sono l'una per l'altra e riescono a ridere tanto insieme.

Un tipico gioco maschile in cui è imbattibile?

Non ne ho idea.

In tempi in cui ci sono sempre più nuove possibilità di divertimento, è diventato più difficile attrarre spettatori nel circo?

Attualmente non credo che questo ci riguardi, se penso che i nostri spettacoli di questa stagione sono quasi completamente sold-out. Certo, il nostro grande vantaggio competitivo è che facciamo spettacolo dal vivo, un'esperienza che YouTube non può assolutamente offrire.

Se si guarda indietro, quali sono stati i cambiamenti più significativi che ha apportato al suo circo?

Penso che il mio circo si sia sviluppato bene. Mi piace il «Knie» così com’è fatto oggi.

Quanto le è pesato dire addio ai predatori e agli elefanti?

Naturalmente la cosa mi ha ferito.

Come ha reagito alla notizia della chiusura dell'attività da parte del Circo Nock?

Mi ha reso triste.

Che aspetto avrà il Circo Knie tra 20 anni?

Sono una persona che pensa positivo e spero che anche il nostro pubblico ci sosterrà.

Il suo ritorno in arena da cavallerizza ha fatto scalpore sui media scandalistici: il «Blick» le ha dedicato un articolo intitolato: «So verlor die Zirkus-Königin 26 Kilo» (Così la regina del circo ha perso 26 chili). Quanto è difficile per lei sopportare il fatto che i media facciano apparire la sua vita privata così piatta?

Non è difficile per me. Mi sono solo chiesta se il mio peso fosse davvero un argomento così grande e importante. Certo, trovo meraviglioso che io sia riuscita a perdere peso, il fatto di sentirmi meglio adesso e via dicendo ... ma comunque questa notizia non avrebbe dovuto essere riportata sul giornale.

Ha dei consigli nutrizionali da dare?

No. Posso solo dire che tutto dipende molto dalla nostra testa: quando si accende qualcosa nel cervello, di solito si ottengono risultati anche nella pratica.

Sul serio non andrà in vacanza durante la pausa invernale?

No.

Nel 2015 ha promesso a suo figlio Ivan che, una volta che sua sorella Chanel fosse diventata più grande, tutta la famiglia sarebbe partita per gli Stati Uniti. Ha mantenuto la promessa?

Ivan lo desiderava tanto, questo è vero. Ma un anno e mezzo fa è nato Maycol jun. che adesso è ancora troppo piccolo per un viaggio di così lungo raggio. Però non c’è da preoccuparsi: la nostra famiglia sicuramente farà un viaggio negli Stati Uniti, prima o poi.

Come e quando celebrerà il centenario del «Knie» con la sua famiglia?

Celebriamo l'anniversario tutti i giorni insieme al nostro pubblico: prima di ogni spettacolo, ho le farfalle nello stomaco e sono al settimo cielo.

Organizzerete mai una festa per tutti quelli che lavorano nel vostro circo?

Si, ci abbiamo già pensato: ne organizzeremo una durante il nostro spettacolo in tournée a Berna.

Il Circo Knie sarà in tournée in Svizzera fino al 17 novembre. Attualmente è a Zurigo; tutte le altre tappe della tournée sono disponibili qui.

Il redattore di «Bluewin» Bruno Bötschi intervista regolarmente personalità famose con il gioco domanda-risposta «Bötschi fragt». Bötschi vanta notevole esperienza nelle interviste. Per la rivista «Schweizer Familie», ha seguito per molti anni la serie «Traumfänger». A tal proposito, ha posto a oltre 200 persone la domanda: Da bambini si hanno tanti sogni – se ne ricorda? Il libro della serie «Traumfänger» è uscito presso la casa editrice Applaus Verlag, Zurigo. È disponibile in libreria.
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