Performance al lavoro: bastano 16 minuti per fallire

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3.5.2019 - 16:10

Top view of couple lying in bed at home When: 12 Dec 2017 Credit: Robijn Page/Westend61/Cover Images
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Dormire meno del normale può compromettere i nostri obiettivi professionali.

Basta perdere 16 minuti di sonno a notte per far sì che la nostra performance nell’ambito di lavoro cali vertiginosamente. Ne sono convinti gli scienziati dell’Università della Florida Meridionale, USA, dopo l’analisi di un campione di 130 impiegati in salute, del dipartimento Information Technology, che avevano almeno un figlio in età scolare. Le persone che dormivano 16 minuti in meno del normale e che riportavano una qualità del sonno inferiore alla norma, il giorno dopo avevano problemi al lavoro, dovuti ad un livello di concentrazione più basso e una più forte condizione di stress.

«Queste associazioni indicano che la qualità del sonno degli impiegati è vulnerabile allo stress cognitivo quotidiano, e rappresenta anche un fattore contributivo per le esperienze di stress dal punto di vista cognitivo», ha spiegato dottor Soomi Lee, leader dello studio. «I nostri risultati offrono una prova empirica secondo cui gli ambienti di lavoro dovrebbero sforzarsi di promuovere una migliore qualità del sonno dei propri lavoratori. Le persone che dormono bene rendono meglio, perché possiedono una migliore capacità di rimanere concentrate e la loro probabilità di commettere errori è inferiore, così come la possibilità di sviluppare conflitti interpersonali nell’ambito lavorativo».

Per migliorare la qualità del sonno, l’ente sanitario britannico NHS (National Health Service) consiglia di tagliare il consumo di caffeina, fare esercizi regolarmente, e tenere un diario dove riportare le proprie preoccupazioni. Durante il giorno, inoltre, è bene mantenere a bada lo stress praticando attività rilassanti e benefiche, come lo yoga.

Anche riordinare la camera da letto, smettere di fumare e partecipare ad attività di gruppo sono tra le raccomandazioni degli esperti mirate a migliorare la qualità del sonno della popolazione che studia e lavora.

La ricerca è stata pubblicata nella rivista scientifica Sleep Health (Journal of the National Sleep Foundation).

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