Ivanka Trump vuole diventare presidente degli Stati Uniti?

jfk/dpa

10.1.2018

Da diversi giorni un libro sembra aver sconvolto Washington: il testo svela, infatti, alcune informazioni private sulla Casa Bianca. Se si dovesse credere a quanto afferma, la First Daughter Ivanka Trump nutrirebbe l'ambizione di diventare la prima presidentessa degli Stati Uniti.

Atteso con grande trepidazione, il libro-rivelazione «Fire and Fury: Inside the Trump White House», incentrato sulla vita alla Casa Bianca sotto la presidenza di Donald Trump, è uscito in libreria venerdì scorso, con quattro giorni di anticipo rispetto al previsto. Sembra che Donald Trump volesse lanciarsi in una battaglia giuridica per impedirne la pubblicazione.

Il «New York Magazine» ne aveva già pubblicati alcuni stralci, nel quale venivano citate le grandi ambizioni della figlia preferita di Donald: la giovane donna di 36 anni vorrebbe, infatti, diventare la prima donna ad assurgere al titolo di presidente degli Stati Uniti, superando quindi le gesta della candidata Hillary Clinton, sconfitta da suo padre. Ivanka avrebbe preso tale decisione d'accordo con il marito Jared Kushner, anch'egli 36 anni.

Il libro, scritto dal giornalista Michael Wolff, cita anche la lotta di potere fra Ivanka Trump e l'ex consigliere Steve Bannon, una disputa dalla quale la potente figlia del presidente ha finito per uscire vincitrice ottenendo un posto alla Casa Bianca. Nel libro, il populista di destra Steve Bannon prende la parola e muove gravi accuse contro i membri della famiglia del presidente. Tali accuse hanno spinto Donald Trump a schierarsi contro Steve Bannon e a troncare pubblicamente i rapporti con il suo ex collaboratore.

Nella sua opera, supportata da sette mesi di ricerche e ben 200 interviste, Michael Wolff tratteggia un ritratto caotico del potere centrale sotto la presidenza Trump. Egli afferma, inoltre, che Donald Trump non avrebbe mai voluto diventare presidente. La casa editrice ha motivato l'anticipazione dell'uscita del libro con una domanda «senza precedenti».

L'avvocato personale di Donald Trump voleva vietare la pubblicazione

Con quest'atto, la casa editrice Henry Holt & Co intende ignorare pubblicamente l'intenzione di Donald Trump di vietare la pubblicazione del libro. Effettivamente uno degli avvocati del presidente aveva scritto alla casa editrice e all'autore per impedirgli di pubblicare l'opera, sia in parte che nella sua interezza, perché diffamatoria. La portavoce di Donald Trump Sarah Sanders ha spiegato che tale azione non è da attribuirsi al governo americano, ma all'avvocato personale dell'uomo politico 71enne.

Sarah Sanders ha definito assolutamente ridicole le affermazioni secondo le quali Donald Trump non avrebbe mai voluto diventare presidente degli Stati Uniti. Inoltre, sarebbe ignobile far credere che Trump non sia psicologicamente in grado di assolvere ai suoi compiti. Secondo la Sanders egli dimostrebbe ogni giorno il contrario. Se così non fosse, il 2017 non sarebbe stato un anno tanto positivo, ha spiegato la portavoce. La donna ha, infine, raccomandato ai gestori del sito Web «Breitbart News» di prendere le distanze dal direttore della testata Steve Bannon (64).

Secondo un articolo del «Washington Post», la conservatrice Rebekah Mercer, a quanto di dice suo principale investitore, avrebbe già preso le distanze da Steve Bannon. Se si vuole credere alle affermazioni di Rebekah Mercer riportate dal giornale, ella sosterrebbe completamente il presidente Trump e il suo programma. Sarebbero mesi che la sua famiglia non intrattiene più rapporti personali o economici con Steve Bannon. La famiglia Mercer è considerata molto influente ed è stata fra i principali finanziatori della campagna elettorale di Donald Trump.

Tornare alla home page