Demi Moore: l’autodistruzione e il rehab

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29.10.2018 - 16:33

Source: Covermedia

Durante la cerimonia del Peggy Albrecht Friendly House, la 55enne del cinema riflette sul periodo più buio della sua vita.

I tempi in cui Demi Moore si «autodistruggeva» sono acqua passata, ma restano vivi nella memoria dell’attrice, che ora ne parla candidamente con i suoi fan.

L’occasione si è presentata con la cerimonia di Peggy Albrecht Friendly House, dove ha portato a casa il 29esimo premio come Donna dell’anno. Nel suo discorso di accettazione, l’ex soldato Jane ha riflettuto su un difficile tratto del suo percorso a Hollywood, risalente agli anni Ottanta.

«Sento che ci sono dei momenti, nella vita, che ci definiscono, che ci formano, che ci indicano la strada», ha esordito Demi. «E all’inizio della mia carriera sono stata risucchiata in un vortice di autodistruzione che, a prescindere dal successo che potessi avere, non mi faceva sentire mai all’altezza».

A causa di questo difficile periodo di perdizione, la diva di «Ghost – Fantasma» è stata anche ammessa in un centro di recupero per alcolisti.

«Non avevo nessunissimo valore per me stessa», continua. «E questo cammino autodistruttivo mi ha portato velocemente a una forte crisi. La ragione non era chiara, all’epoca, ma due persone che conoscevo a malapena – forse è stato un intervento divino - mi hanno offerto un’opportunità. O meglio, un ultimatum. E a meno che non fossi morta, dovevo coglierla… senza questa opportunità non sarei qui adesso».

L’attrice 55enne ha poi ringraziato l’organizzazione losangelina in nome di tutte le donne. Su Instagram ha continuato con i ringraziamenti verso le sue figlie, Rumer, 30 anni, Tallulah, 24, e Scout, 27, oltre che gli amici.

La cerimonia ha avuto luogo al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles.

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