Verso il festivalEcco il lato privato di Carlo Conti, re di Sanremo: «Sono passato dall'io al noi»
fon
24.2.2026
Carlo Conti pronto per il Festival di Sanremo.
KEYSTONE
Carlo Conti torna al centro del palco con Sanremo 2026, ma è lontano dalle luci dell'Ariston che il conduttore toscano dice di aver trovato il suo equilibrio: una famiglia solida, una vita semplice a Firenze e la consapevolezza di essere passato definitivamente dall'«io» al «noi».
Carlo Conti è uno di quei volti che sembrano fatti apposta per la televisione generalista: rassicurante, trasversale, capace di mettere d'accordo pubblici diversi.
Il suo ritorno alla guida del Festival di Sanremo 2026 lo riporta ancora una volta al centro della scena. Ma lontano dai riflettori, il conduttore toscano rivendica con orgoglio un'identità ben diversa: quella di marito e padre.
Dalla «dongiovannite» alla famiglia
Dal giugno 2012 è sposato con Francesca Vaccaro, ex costumista «Rai» e oggi direttrice creativa di un marchio di lusso. Due anni dopo le nozze è nato il figlio Matteo, che ha cambiato profondamente le priorità del presentatore.
Come riferito da «Vanity Fair», in più occasioni Conti ha sottolineato quanto la dimensione privata sia diventata il suo punto di equilibrio. «La famiglia è la mia forza nella vita e in tv (…) Con Francesca ho scoperto il piacere di fare le cose insieme», ha raccontato in un’intervista rilasciata negli anni scorsi, spiegando che in passato aveva messo il lavoro davanti a tutto.
Prima dell'incontro con Vaccaro - avvenuto negli studi di «Domenica In» - Conti aveva avuto una relazione con Roberta Morise e non aveva mai nascosto una certa diffidenza verso il matrimonio. Citando ironicamente Alberto Sordi, ripeteva: «Perché dovrei sposarmi e mettermi un'estranea in casa?».
Lui stesso ha ammesso di aver sofferto a lungo di «dongiovannite», come ha dichiarato in un'intervista televisiva. Poi l'incontro decisivo, il matrimonio e, nel 2014, la nascita di Matteo.
La perdita del padre
Il rapporto con il figlio è segnato anche da una ferita personale: Conti ha perso il padre quando aveva appena 18 mesi ed è stato cresciuto dalla madre Lolette.
«Quando ho iniziato a giocare con mio figlio mi è venuto in mente mio padre», ha confidato tempo fa in un'intervista, spiegando di immaginare cosa avrebbero potuto fare insieme se non fosse scomparso così presto.
«Faccio con Matteo le cose che forse il "mi babbo" avrebbe fatto con me», ha aggiunto. E ricordando il rientro a casa dopo il parto, ha descritto un momento di forte emozione condiviso con la moglie: «Ci siamo guardati e abbracciati: a quel punto la nostra famiglia era completa».
Una vita normale lontano dai riflettori
A oltre dieci anni dalle nozze, il legame con Francesca appare solido. «Le porto il caffè a letto tutte le mattine, la domenica me lo porta lei. Siamo uniti come il primo giorno, forse di più», ha raccontato recentemente sempre stando a «Vanity Fair».
«Da quando mi sono sposato e ancora di più con la nascita di Matteo, sono passato dall'io al noi», ha detto ancora in un'altra intervista.
La scelta di vivere a Firenze, città natale del conduttore, va nella stessa direzione. Nonostante le origini romane della moglie, Conti ha più volte spiegato di sentirsi più ancorato alla realtà restando in Toscana: «Qui riesco a rimanere con i piedi per terra, vedere gli amici di sempre. Faccio una vita normale: vado al supermercato e porto mio figlio a scuola. Sono un antidivo e questo mi aiuta a capire il pubblico», ha dichiarato alla stampa.
Anche Francesca Vaccaro, intervistata qualche anno fa, ha indicato nella semplicità quotidiana il segreto della loro unione. «Cerchiamo la normalità. Le nostre serate le passiamo a giocare con Matteo finché non si addormenta», ha raccontato.
E ha descritto come momento più bello quello del risveglio: «Quando corre nel lettone, ci prende la faccia, ci dà un bacio e dice: «Mamma, babbo, c'è il sole»».
Un'immagine familiare lontana dai red carpet, che contribuisce a definire il profilo pubblico di un presentatore che, anche sul palco più prestigioso d’Italia, continua a rivendicare una quotidianità fatta di gesti semplici.