Melanie Winiger: «La routine, che noia!»

Lukas Rüttimann

12.12.2017

Melanie Winiger ritorna sul suo nuovo ruolo in una serie di successo, sul suo matrimonio e sulle questioni che pone il suo futuro.  

«Bluewin»: Melanie Winiger, lei è sempre febbrile nelle sue attività, ma ci ha comunque tenuto a partecipare all'«Animal Christmas» di Citydog4Streetdogs. Perché questo progetto le sta tanto a cuore?

Melanie Winiger: Personalmente, sono appassionata di cavalli, ma mio figlio e mio marito adorano i cani. Abbiamo anche due cani a casa. Il mio – il cane di mio figlio Noel – è un trovatello, un pastore rumeno, ma mi piacciono molto entrambi.

I vostri due cani vanno d'accordo?

Sì, abbiamo avuto molta fortuna. La nostra femmina è un po' più anziana e considera il cane di mio marito Reto come suo figlio. Ha saputo risvegliare il suo istinto di protezione. Era una cosa nuova per me. Prima, Shady era una sorta di versione canina di John Lennon: molto dolce e molto pacifica. (ride)

Nel gennaio 2019, lei festeggerà i suoi 40 anni. Questa cifra le fa paura?

Mentirei se dicessi di no. Non mi preoccupo dei piccoli dettagli superficiali, ma rifletto sul modo in cui mi definisco – e in cui amerei definirmi in futuro. Il solo fatto di pormi questo genere di domande è il segno che la cifra 40 mi causerà molti problemi. Tuttavia, non cedo al panico e non voglio neppure cadere in una depressione nervosa.

Dopotutto, non c'è alcuna ragione: siete talentuosa, felice del matrimonio …

(interruzione)...la fermo subito. È vero, sono sposata. Siamo molto felici e Reto è un tipo geniale. Ma il fatto di essere sposata non contribuisce in nulla alla mia carriera. Tutto ciò che ho fatto in questi ultimi 20 anni, lo devo solo a me stessa. Dico questo perché nella nostra società sentiamo troppo spesso dire che le donne sono definite dal loro consorte. Non funziona così.

Cosa la rende felice allora?

La mia vita professionale, per esempio. Adoro presentare. Ed ottenere un buon ruolo mi procura sempre un immenso piacere. Il mestiere di attrice è la mia grande passione. Per il momento, mi gratifica al 100%.

Quali sono i suoi progetti in corso?

Ho appena finito di girare «The Team». Questa coproduzione europea ha conosciuto un enorme successo a scala internazionale, e sono felicissima di partecipare alla seconda stagione. In particolare, ho girato con Jürgen Vogel, un tipo davvero simpatico. So che bisogna mostrarsi prudenti con questo genere di dichiarazioni – ma penso che questa serie sarà veramente super.

Può già dirci qualcosa di più sul suo ruolo?

Interpreto una poliziotta e faccio parte della squadra del personaggio principale. Abbiamo girato in Danimarca, in Belgio, in Germania e in Austria. Abbiamo terminato le riprese da pochi giorni. Sfortunatamente, poiché ero malata, mi sono persa la serata di chiusura.

Lei sembra in grado di farsi notare su scala internazionale – anche senza l'aiuto del suo titolo di ex Miss.

Assolutamente. In Germania, nessuno sa chi sono. Certamente, ho un ruolo fisso nella serie «Mordkommission Istanbul», ma il mio nome non è ancora conosciuto nell'industria del cinema. È per questo che ho adorato il pensiero di poter recitare in «Lommbock». Ne sono stata felice, anche se alcuni media hanno preferito dire che mi si vedeva solo quattro minuti, invece di sottolineare che un'attrice svizzera recitava in un film con Moritz Bleibtreu. Trovo che questo sia un vero peccato.

Non si è ormai abituata alle critiche?

Sì, ovviamente, ma mi domando comunque perché non possano condividere le mie gratificazioni. È raro che a un'attrice sia attribuito con così tanta facilità il ruolo dei sogni al fianco di Brad Pitt.

Sono ormai sei mesi che è sposata – come va la sua vita coniugale?

Molto bene. Reto mi calma, mi sento più sicura di me. Tutti mi domandano: «Allora, funziona questa volta?» La mia risposta è sempre la stessa: «Non lo so, ma sembra essere partita bene.» Non vuole cambiarmi, e neppure io lo voglio cambiare – è già un buon punto di partenza. Ci completiamo a meraviglia, ma non cadiamo nella routine. Me la sarei data già a gambe, se fosse stato così. Reto lo sa, fortunatamente.

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