«Bisogna chiedere scusa, abbiamo fatto una figuraccia»

bfi

18.12.2017

Gennaro Gattuso, attuale coach del Milan 
Keystone

Il Milan ha perso 3-0 a Verona contro la penultima della classe.

Domenica a Verona è andata in scena un piccolo dramma -sportivo- che ha saputo ridare speranze all'Hellas Verona, sì penultimo con 13 punti ma ora a sole quattro lunghezze dal decimo posto della coppia Cagliari e Sassuolo. Dramma che ha indignato però il popolo rossonero di Milano, ancora una volta dopo la recente sconfitta di Rieka. Se è pur vero che nel corso della storia anche i grandi Milan di Rocco e Van Basten caddero sull'ostico campo degli scaligeri, mai la sconfitta è stata così sonora (3-0). Un Milan piccolo in questo caso, oggi ancora di più e non certo per colpa di Ringhio Gattuso, chiamato a portare avanti una baracca di evanescenti. 

Com'è oggi prassi nel mondo dello sport, anche se in campo non c'è andato lui, è proprio Gattuso a metterci la faccia. Senza ringhiare, purtroppo: 

"Bisogna chiedere scusa - ha detto il tecnico rossonero -  e capire perché succedono queste cose: abbiamo fatto una figuraccia. Abbiamo fatto una figuraccia e bisogna guardare avanti".

Gli fa eco il direttore sportivo: "Siamo mortificati del risultato, verso i tifosi, verso chi ci sta sostenendo veramente in modo importante. Devo dire, però, che ho visto la squadra che ha dominato per gran parte di questa gara. E' difficile commentare il 3-0, non ci sono scusanti, non dobbiamo fare questo tipo di risultati. Sappiamo le difficoltà che ci possono essere, a maggior ragione dopo aver cambiato tecnico stiamo facendo un tipo di lavoro che ci farà arrivare fino alla fine. Diamo il tempo alla squadra nuova che si assesti, poi alla fine tireremo tutte le somme''.

Mirabelli non se la sente di porre degli obiettivi, anche se una squadra con il blasone della sua non può non averne, e di importanti: ''Non possiamo fare calcoli, noi dobbiamo fare bene su tutte e tre le competizioni. Quando si perde, bisogna mettere la faccia, è giusto che sia così, è giusto che lo faccia io''.

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