Guerra in Ucraina

Putin rifiuta dollari e euro per il gas, solo rubli

SDA

23.3.2022 - 20:18

Il capo del Cremlino Vladimir Putin durante una riunione del Consiglio di Sicurezza.
Il capo del Cremlino Vladimir Putin (foto d'archivio).
dpa

Vladimir Putin gioca d'anticipo prima dell'arrivo di nuove sanzioni e tira fuori il coniglio dal cilindro sul pagamento delle forniture di gas in rubli e non più in euro e dollari.

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23.3.2022 - 20:18

I paesi europei leggono la decisione del presidente russo principalmente come una mossa politica, ma anche come un tentativo di aggirare le sanzioni, rafforzare il rublo e dare una spinta all'economia.

Nel giro di una settimana Mosca inizierà a chiedere il pagamento con la moneta russa per le forniture di gas naturale agli stati che considera «ostili».

«Ho preso la decisione di passare ai pagamenti in rubli e di smettere di utilizzare le valute compromesse nelle transazioni», ha detto Putin in un video. Il Cremlino ha ordinato alla banca centrale di sviluppare un meccanismo che consenta il pagamento con la valuta russa.

Allo stesso tempo, «voglio sottolineare che la Russia sicuramente continuerà a fornire gas naturale in linea con i volumi e prezzi, meccanismi di prezzo stabiliti nei contratti esistenti», ha aggiunto Putin. L'iniziativa di Mosca ripropone il tema della dipendenza europea dal gas russo, con i vari paesi che ora cercando di smarcarsi e trovare delle soluzioni alternative.

Una bolletta salata

Il valore economico della decisione di Putin ha una dimensione gigantesca. Secondo i dati dell'agenzia internazionale per l'energia la bolletta che paga l'Europa alla Russia per il gas ammonta ad oltre 400 milioni di dollari, di cui il 58% dei contratti vengono pagati in euro.

Con la decisione di Putin i vari paesi che hanno sottoscritto i contratti con il fornitore statale russo Gazprom sono già a lavoro per valutare se il cambio di valuta non determini una violazione dei contratti che sono stati sottoscritti.

Mentre all'orizzonte si addensano le nubi di nuove sanzioni alla Russia che potrebbero colpire il petrolio e il gas, la mossa di Putin ha provocato uno scossone sui mercati. Le quotazioni del gas ad Amsterdam, dopo aver registrato un balzo del 34% si sono attestate a 117 euro al Mwh (+18%).

Il rublo si rafforza

Contestualmente si è rafforzata anche la valuta russa. Per un dollaro servono 97 rubli, rispetto ai 106 dell'inizio della giornata. Un cambio che resta comunque ben lontano dal periodo antecedente all'invasione dell'Ucraina quando per un biglietto verde servivano 75 rubli.

Tutto questo alla vigilia del ritorno delle contrattazioni azionarie alla Borsa di Mosca e della girandola di incontri diplomatici a Bruxelles dove sono previsti i vertici della Nato, del G7 e dell'Unione europea. Sull'ipotesi di nuove sanzioni a Mosca rimangono forti i dubbi tra alcuni paesi europei, soprattutto quelli più dipendenti dal gas e dal petrolio russo.

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