Coronavirus

Confermati 15 casi di COVID-19 in Ticino, si va verso maggiori restrizioni

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4.3.2020 - 16:45

Il medico cantonale ticinese Giorgio Merlani.
KEYSTONE/TI-PRESS/Ti-Press/PABLO GIANINAZZI

«In Ticino ci sono al momento 15 casi confermati di coronavirus, a cui si aggiunge il 16esimo (il milite trovato infetto a un corso di ripetizione)».

Lo ha detto il medico cantonale Giorgio Merlani nella conferenza stampa iniziata (oggi) mercoledì alle 16.00 a Bellinzona.

Il primo caso di coronavirus riscontrato in una scuola ticinese si è verificato all’Arti e mestieri di Bellizona, stando al direttore del DECS Manuele Bertoli, che ha aggiunto che 35 allievi e 4 docenti rimasti a stretto contatto con lo studente contagiato sono stati monitorati.

Di questi 12 sono rientrati a scuola, mentre gli altri (23 allievi e 4 docenti) sono stati posti in quarantena. Gli allievi in quarantena potranno continuare a seguire almeno in parte la formazione grazie ai sistemi informatici.

Bertoli ha aggiunto che non risultano al momento altri casi nelle scuole ticinesi, per questo non viene per ora considerata la chiusura delle stesse.

Divieto d'entrata per chi ha sintomi

«Bisogna essere disposti ad accettare alcune limitazioni, nei prossimi giorni ne verranno adottate altre in riferimento alle strutture socio-sanitarie, gli ospedali, ma anche ad esempio le case anziani», ha proseguito Merlani. 

«In particolare verranno ridotti i tempi di visita. Alle persone con sintomi verrà imposto un divieto d’entrata», ha aggiunto il medico cantonale.

Nessuna chiusura delle scuole

In merito alla decisione di non chiudere le scuole in Ticino, Merlani ha affermato: «I bambini sono meno soggetti alla malattia, quindi la chiusura delle scuole non sarebbe tanto per proteggere loro, quanto piuttosto per evitare che i bambini trasmettano il virus ai nonni o a parenti anziani e magari malati».

Il medico cantonale ha inoltre spiegato che «dei contatti stretti legati ai casi finora emersi, la stragrande maggioranza sono risultati negativi, ad essere positivi sono invece i contatti più che stretti, i famigliari insomma».

«Se si chiudessero degli asili non sarebbe per nulla una buona idea lasciare i bambini dai nonni, perché nel caso in cui un bimbo fosse contagiato trasmetterebbe il virus alle persone anziane, che ne pagherebbero il prezzo più alto», ha ancora ammonito Merlani, rispondendo alla sollecitazione di un gironalista. 

Un caso in terapia intensiva

«Dei 15 casi di persone infette in Ticino, una buona parte sono isolate al domicilio, mentre alcune sono ricoverate» ha poi proseguito il medico cantonale.

«Attualmente un anziano con problemi di salute è in terapia intensiva, si tratta del secondo caso di infezione di coronavirus riscontrato nel cantone», ha sottolineato Merlani.

«Il rinvio delle elezioni non è un'ipotesi»

Secondo Christian Vitta non è un'ipotesi presa in considerazione quella di un rinvio delle elezioni comunali in Ticino, previste per il 5 aprile, anche se molti eventi, pure elettorali, sono stati annullati negli ultimi giorni limitando così le possibilità per i candidati di farsi conoscere.

Il presidente del Governo ticinese ha poi fatto il punto sugli strumenti per venire incontro all’economia:«Le aziende hanno due possibilità: la richiesta di lavoro ridotto, da fare tramite la Sezione lavoro, e, in caso di problemi di liquidità, la fideiussione».

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