COVID-19

Coronavirus: in Ticino dichiarato lo «stato di necessità»

pab

11.3.2020

Il presidente del Consiglio di Stato ticinese Christian Vitta ha annunciato una serie di misure molto pesanti per far fronte alla dilagante diffusione del COVID-19.
Ti-Press / Keystone

Il presidente del Governo ticinese Christian Vitta, in conferenza stampa, ha annunciato l’inizio dello «Stato di necessità» su tutto il territorio cantonale da giovedì 12 marzo a domenica 29 marzo, annunciando una serie di nuove misure.

Le nuove misure annunciate dal Consiglio di Stato ticinese prevedono in particolare:

- La chiusura delle scuole del ciclo post obbligatorio (le scuole obbligatorie - asilo, elementari e medie - rimangono aperte perché si vuole evitare al massimo il mescolamento generazionale tra i giovani e le persone anziane che rimangono le più vulnerabili).

- La chiusura di tutti i luoghi di aggregazione come cinema, teatri, musei, impianti di risalita, palestre, postriboli e altri luoghi simili.

- Sono vietate tutte le manifestazioni e gli assembramenti con più di 50 persone così come sono vietate tutte le attività ed eventi sportivi di ogni genere e categoria, ma resta permessa l’attività sportiva individuale.

- Alberghi e ristoranti, se non accolgono contemporaneamente più di 50 persone (personale lavorativo compreso), possono rimanere aperti.

- Le attività commerciali aperte al pubblico devono garantire le misure igieniche accresciute e garantire il mantenimento delle distanze tra persone

- Alle persone di più di 65 anni è fortemente sconsigliato di accudire minorenni, come partecipare a manifestazioni pubbliche e private, e anche gli spostamenti sono da limitare alle strette necessità primarie

- Il trasporto pubblico sarà garantito, ma sono implementate misure igieniche accresciute

La polizia, ha specificato ancora il presidente del Governo Christian Vitta, vigilerà sul rispetto di queste nuove misure, in vigore dalla mezzanotte di mercoledì sera

Ricordiamo che stamattina, sempre in conferenza stampa, ma da Berna, sono state annunciate altre misure decise a livello di frontiere. Barriere chiuse presso nove piccoli posti di confine in Ticino. Traffico di frontiera canalizzato attraverso i maggiori valichi.

La situazione in Svizzera

È intanto salito a 645 il numero di casi positivi - 154 più di ieri - al test del coronavirus in Svizzera, di cui 613 confermati (137 in più) dai laboratori di riferimento. Lo ha indicato poco fa in conferenza stampa l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) nel suo bilancio aggiornato.

I cantoni interessati sono ormai 23: il Ticino è il più colpito, con 128 casi confermati e 3 non confermati. Nei Grigioni siamo a quota 22. Particolarmente interessati da virus anche Vaud (107), Ginevra (78), Zurigo (58), Berna (39) e Basilea Città (37).

Nel frattempo si è registrato il quarto decesso, annunciato mercoledì dalle autorità di Basilea Campagna.

Numeri e link utili

È utile ricordare che, per tutte le informazioni sul COVID-19 e sulle misure prese dalle autorità, la hotline cantonale ticinese è sempre in funzione dalle 7h00 alle 22h00 allo 0800 144 144. Il sito specifico che il Cantone ha aperto è consultabile in ogni momento cliccando qui.

La Hotline a livello federale risponde invece a tutte le domande 24 ore su 24 al numero +41 58 463 00 00. Il sito della Confederazione sul coronavirus COVID-19 invece è raggiungibile cliccando qui.

Ticino e Grigioni giorno per giorno

Tornare alla home page