Le direttive del DECS per l'anno scolastico 2019/2020

SwissTXT

6.4.2020 - 14:47

Immagine d'illustrazione
Ti-Press / archivio

Come si concluderà l’anno in Ticino? Note basate principalmente su quanto svolto in classe; fino al 19 aprile si punta sul consolidamento. 

Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) ha inviato a tutti gli istituti scolastici le direttive sulla conclusione dell’anno scolastico 2019/2020 a causa della pandemia da Covid-19. Direttive, che si legge in un comunicato, hanno effetto immediato.

Per le note di fine anno si terrà conto principalmente degli elementi di valutazione raccolti in classe; la scuola a distanza, comunica il DECS, «ha principalmente un obiettivo di consolidamento, ma potrà comunque contribuire alla definizione della nota».

Inoltre, durante questo periodo non ci saranno valutazioni sommative, ma una costante valutazione formativa.

Attenzione a chi è più a rischio

I docenti dovranno per parte loro avere contatti personali e regolari con ogni allievo (tramite telefono, videochiamata…) e prestare particolare attenzione alle situazioni di fragilità e rischio. «È necessario avere un occhio di riguardo anche per gli allievi che si ha l’impressione fatichino a seguire la didattica a distanza», scrive il DECS.

Fino al 19 aprile, la formazione a distanza ha un obiettivo di consolidamento: dopodiché sarà possibile prevedere l’introduzione di nuovi argomenti.

Le direttive per la determinazione delle valutazioni di fine anno e delle condizioni di promozione saranno emanate a fine maggio e saranno attente a non penalizzare nessun allievo.

L'anno resta valido

Come già comunicato, il DECS ribadisce che il calendario 2019/2020 è confermato (restano le vacanze di Pasqua e non si farà scuola durante quelle estive) e che l’anno in corso è da considerarsi valido, indipendentemente da quanto rimarranno chiuse le scuole.

Negli attestati di fine anno, tuttavia, dovrà essere scritto esplicitamente che l’insegnamento in presenza è stato sospeso durante il periodo della pandemia, in favore di quello a distanza. Per il settore professionale questa regola è ancora in discussione

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