Foletti: «Felice per Karin e Marco»

SwissTXT / pab

10.12.2021

Michele Foletti
Michele Foletti
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Il sindaco di Lugano Michele Foletti ha dichiarato che «il Municipio ha agito legittimamente». Si sono espressi anche i Consiglieri di Stato Norman Gobbi e Manuele Bertoli.

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10.12.2021

Il sindaco di Lugano Michele Foletti ha così commentato il decreto d'abbandono firmato dal procuratore generale Andrea Pagani per i fatti culminati nella demolizione di parte dell’ex Macello di Lugano, sede per quasi vent’anni del centro sociale il Molino.

«Sono molto sollevato per Karin Valenzano Rossi, perché a mio modo di vedere è stata denunciata in maniera molto pretestuosa. Il decreto d'abbandono concerne soprattutto lei, non il Municipio. Sono anche molto contento per Marco Borradori: gli è stato dato del bugiardo, non gli hanno dato la presunzione d'innocenza e oggi quello che lui aveva detto, è stato appurato. Credo che politicamente qualcuno dovrà scusarsi» ha commentato alla RSI.

Secondo il leghista l'immagine del Municipio non viene intaccata dalla questione: «Non è certo il Municipio che deve riconquistarla».

«La decisione del procuratore generale dice che l'Esecutivo ha agito legittimamente e noi abbiamo preso questa decisione perché c'era la popolazione esasperata dal comportamento di questi delinquenti. Ci sono state persone che entro i muri del Macello -afferma alla RSI Foletti- hanno commesso dei reati e sono state denunciate. È chi gestiva il Macello che ha messo in pericolo qualcun altro. Sono queste persone che devono scusarsi».

Sui problemi di comunicazione tra le parti, Foletti è categorico: «Smettiamola di dire che è colpa del Municipio». Sulla questione amianto, il politico sostiene che anche oggi correrebbe il medesimo rischio: «Assolutamente. Quella sera siamo stati fortunati, per noi il problema era mantenere in sicurezza e in salute tutte le persone coinvolte» ha affermato alla RSI.

Gobbi: «Mai stato informato»

Norman Gobbi ha per la prima volta commentato i fatti di Lugano: «Quanto è stato messo in atto è stato fatto per salvaguardare l'incolumità delle persone, molinari in primis».

Il fatto che alla guida delle operazioni ci fosse il vicecomandante, e non il comandante, non è una novità: «Il comandante deve dirigere tutto il corpo di polizia, il vice comandante guida sul campo le operazioni particolarmente complesse. È successo anche in altre occasioni: l'apertura di Alptransit o l'arrivo del segretario di Stato americano di qualche mese fa».

Sulle versioni discordanti tra Municipio e polizia cantonale, dove da un parte il vicecomandante della cantonale sostiene che il 6 maggio con Marco Borradori e Karin Valenzano si sarebbe parlato dell'ipotesi di demolizione, dall'altra la stessa municipale smentisce, Gobbi, ai microfoni della RSI, non si sbilancia: «Come capo dipartimento e come politico non ho alcun commento da fare, soprattutto perché non sono ancora in possesso del decreto d'abbandono».

Gobbi ha poi dichiarato di non essere mai stato informato prima del 29 maggio dell'ipotesi di demolire quella parte dell'ex Macello: «Questa decisione competeva e compete al Municipio di Lugano».

Bertoli: «Consiglio di Stato pronto a fare la sua parte»

Ai microfoni della RSI è intervenuto anche il presidente del Governo ticinese Manuele Bertoli: «È caduta la questione penale, vedremo i ricorsi. Il Consiglio di Stato attende ancora di poter leggere il resoconto e la cronologia dei fatti. Di base la questione è locale, ma se il Cantone sarà chiamato a fare la sua parte, la farà volentieri».