URC 2022

Cassis: «Mai troppo presto per prepararsi a un post-guerra»

bt, ats

4.7.2022 - 17:55

Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha aperto lunedì pomeriggio a Lugano la Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina.

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4.7.2022 - 17:55

«La strada è lunga, ma non è mai troppo presto per prepararsi al momento in cui le armi taceranno», ha detto il consigliere federale nel suo discorso inaugurale al Palazzo dei Congressi, prima di passare la parola al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, collegato via video.

L'obiettivo di questi due giorni è «gettare le basi per un processo politico efficace e trasparente, con criteri chiari e ruoli definiti», ha aggiunto Cassis. Tali principi verranno sanciti domani in un documento finale, la cosiddetta Dichiarazione di Lugano, che il ministro degli esteri ha definito «una prima pietra miliare».

«Tornare a una vita di autodeterminazione e pace»

«Ciò che lega tutti noi in questa sala è il desiderio di offrire al popolo ucraino la prospettiva di tornare a una vita di autodeterminazione e pace, oltre che di un futuro luminoso», ha dichiarato ancora Cassis.

Il ticinese ha poi ringraziato tutti i presenti, sia quelli giunti a Lugano di persona sia quelli collegati da remoto. Alla conferenza prenderanno parte oltre mille partecipanti, in rappresentanza di una quarantina di Paesi e di una quindicina di organizzazioni internazionali.

Stando a Cassis, la ricostruzione dell'Ucraina non si può fare senza riforme in vari settori, ad esempio nella lotta alla corruzione o nell'indipendenza del sistema giudiziario. Il presidente della Confederazione ne ha approfittato per ricordare che, prima dell'invasione ad opera dei russi, l'evento luganese avrebbe dovuto concentrarsi proprio sulle riforme istituzionali.

Sommaruga:

Sommaruga: "La ricostruzione richiede molto tempo, per questo bisogna iniziare subito"

La consigliera federale risponde ad alcune domande in occasione della Ukraine Recovery Conference di Lugano.

04.07.2022

Riforma, resilienza e ripresa

Il piano originale della conferenza e quello attuale devono formare un tutt'uno, ha evidenziato ancora su questo punto Cassis, e rafforzarsi a vicenda, non entrare in concorrenza. Le discussioni a Lugano verteranno sulle tre R (riforma, resilienza e ripresa), ha riassunto il ministro degli esteri.

Oltre che a raggiungere un'intesa sui principi, la conferenza sul Ceresio mira a rimarcare l'ampio sostegno dei partner internazionali al processo di ricostruzione in Ucraina, evidenzia in una nota diffusa nel pomeriggio il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Oggi in agenda vi erano colloqui di lavoro separati sulle esigenze nei settori dell'economia, degli affari sociali, della digitalizzazione, delle infrastrutture e della protezione ambientale.

Nella giornata odierna sono inoltre già stati stabiliti i successivi passi da compiere in merito alla ricostruzione del Paese sconvolto dalla guerra. La ministra degli esteri britannica Elizabeth Truss ha infatti comunicato che la prossima conferenza sull'argomento verrà organizzata dal Regno Unito, nel 2023. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dal canto suo presentato l'iniziativa per una piattaforma in materia e parlato dei «Principi di Lugano» come delle fondamenta per l'intero processo.

«Non voglio andarci per farmi vedere, non è il mio stile di fare politica»

In Ticino, oltre a Cassis, a rappresentare il governo elvetico è presente anche la titolare del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) Simonetta Sommaruga. La ministra parteciperà alla discussione sulla ricostruzione delle infrastrutture, soffermandosi sul fatto che ora vi è l'opportunità di edificarle in modo più sostenibile. I due consiglieri federali approfitteranno dell'occasione per svolgere colloqui bilaterali con loro omologhi, riferisce il DFAE.

In una conferenza stampa a margine dell'evento, tenutasi un paio d'ore dopo l'apertura, Cassis ha anche affermato che si recherà a Kiev quando sarà necessario. «Non voglio andarci per farmi vedere, non è il mio stile di fare politica», ha però tenuto a precisare il presidente della Confederazione.

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