L'UDC: il «2G è discriminatorio», i Verdi: «Fallimento del governo»

bo, ats

10.12.2021 - 17:28

Marco Chiesa, presidente dell'UDC
Per il partito presieduto da Marco Chiesa il «2G» è il preludio all'obbligo vaccinale
KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

L'introduzione a livello nazionale della regola 2G è discriminatoria ed è una «tappa preliminare per la vaccinazione obbligatoria per tutti», scrive l'UDC in un comunicato. Il presidente dei Verdi deplora il non-obbligo dell'home office.

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10.12.2021 - 17:28

L'UDC punta il dito contro gli altri partiti che il 2 dicembre hanno respinto il passaggio nella legge Covid che avrebbe vietato al Consiglio federale di introdurre il 2G. Invece di proteggere i gruppi a rischio in modo efficiente, la maggioranza di centro-sinistra in Consiglio federale e in Parlamento ha preferito discriminare la popolazione, scrive l'UDC.

La regola 2G non porterebbe altro che una pseudo-sicurezza e una maggiore discriminazione per le persone che non hanno voluto o potuto farsi vaccinare. Inoltre, il Consiglio federale ammette che c'è meno personale di cure intense e quindi meno letti disponibili oggi che all'inizio della pandemia.

Il numero di letti di terapia intensiva occupati da pazienti Covid è solo la metà di quello della prima e della seconda ondata, ma finora il governo statale non ha fatto nulla per migliorare la situazione nel settore sanitario, sostiene il partito.

Per i Verdi si tratta di un «fallimento del governo»

Secondo il presidente dei Verdi Balthasar Glättli, le misure per contenere il coronavirus non diventano più efficaci «se il Consiglio federale le mette in consultazione per la seconda volta invece di adottarle».

Misure come l'obbligo dell'home office sono necessarie per contrastare l'ondata attuale, scrive Glättli su Twitter. Eppure «il Consiglio federale non riesce nemmeno a imporre l'obbligo del telelavoro e i test nelle scuole». Si tratta di un «fallimento del governo», afferma il presidente dei Verdi che ha pure criticato l'inazione dei cantoni.

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