Lepori sulle misure in consultazione: «Non abbiamo tanto tempo»

Swisstxt

10.12.2021 - 16:15

Le reazioni alla messa in consultazione di alcuni nuovi provvedimenti contro la pandemia da parte del Consiglio federale ha scatenato una serie di reazioni in Ticino. Espressisi sulla RSI a caldo i sanitari non sono contenti, i politici italofoni a Berna oscillano tra perplessità e contrarietà.  

Il dottor Mattia Lepori.
Ti-Press /a rchivio

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10.12.2021 - 16:15

Mattia Lepori, vicecapo dell'area medica dell'Ente ospedaliero cantonale ticinese alla RSI si è detto scettico riguardo a quanto comunicato dal Consiglio federale venerdì: «La Confederazione ha fatto la cosa peggiore, ha deciso di non decidere. Credo non ci sia tutto questo tempo a disposizione».

«Ci sono troppe incognite, l'opzione del 2G lascia perplessi, della variante Omicron sappiamo ancora poco», ha aggiunto. Interrogato sul semilockdown, Lepori ha ricordato come in 16 giorni l’Austria abbia dimezzato i contagi: «Dal punto di vista medico è una misura giusta, ma porterebbe ad altri problemi».

Regazzi contro il telelavoro, Carobbio a favore

«Bisogna dar fiducia al Consiglio federale, che deve fare i conti con il Parlamento e con la democrazia diretta. Giocare di anticipo si può fare se si pensa che la popolazione segua», afferma sempre in diretta alla RSI il consigliere nazionale del PLR Alex Farinelli. «È un po’ il limite del nostro sistema».

Fabio Regazzi, presidente dell’USAM si oppone «fermamente all’obbligo del telelavoro» messo in consultazione dal Consiglio federale con entrambe le varianti in discussione da oggi. «Non lo riteniamo giustificato, non sarebbe verificabile e metterebbe in difficoltà molte aziende», mentre quelle che possono «lo hanno già introdotto», ha affermato il consigliere nazionale ticinese.

L’Unione svizzera arti e mestieri ritiene inoltre inaccettabili le chiusure previste dalla seconda variante.

La consigliera agli Stati Marina Carobbio invece ha una posizione contrapposta a quella di regazzi. La socialista ha commentato: «Si vuole evitare il lockdown. I partiti sono d’accordo con questo punto, ma bisogna prendere in considerazione quello che dicono gli esperti, ovvero che servono misure più importanti. Si è esitato troppo, penso ad esempio all’obbligo del telelavoro, spero si vada in questa direzione».

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