«Non mi piace l'immobilismo politico degli anni elettorali»

di Anna Kappeler

2.9.2019

Nessun altro dirigente di partito nel corso di questo anno elettorale è stato sotto i riflettori quanto la presidente del PLR Petra Gössi. In occasione di una passeggiata, la dirigente sfida la pioggia e spiega perché la svolta ecologista da lei imposta rappresentava un passaggio obbligato.

A volte, sono le frasi che appaiono lapidarie a rimanere più impresse. Come questa, pronunciata dalla presidente del PLR: «Sono semplicemente Petra Gössi. Punto e basta». Si tratta della risposta alla domanda su come le piacerebbe essere chiamata al posto di «Klima-Gössi». Soprannome attribuitole in virtù della svolta ecologista che la dirigente ha imposto, praticamente da sola, al suo partito.

Il giorno della passeggiata è la pioggia ad essere protagonista. Ininterrotta, tra l'altro. Il tentativo di fissare un altro appuntamento non porta risultati, a causa della sua agenda piena. Petra Gössi si trova nella fase conclusiva della sua campagna elettorale e non ha più una sola serata libera prima delle elezioni previste per il 20 ottobre, come spiega la stessa dirigente: «Quando ero più giovane, ciò mi sarebbe pesato. Ma oggi la prendo come una prova di stoicismo. Di qui a quel giorno è così che deve andare».

La parte seria comincia dunque sotto la pioggia. Contrariamente a quanto immaginato, il tempo si mostra successivamente più clemente. Al nostro arrivo alla stazione a valle della cabinovia della Rotenflue, a Rickenbah (canton Svitto), il cielo si schiarisce e perfino l'imponente Gross Mythen sbuca dalla nebbia. Petra Gössi, che indossa abiti sportivi colorati, è raggiante alla vista della montagna.

«Ciò che è privato resta tale»

La frase «sono semplicemente Petra Gössi» dice molto per due motivi. La consigliera nazionale del Canton Svitto protegge la propria sfera privata come forse nessuno dei suoi colleghi politici. «Ciò che è privato resta tale», risponde Petra Gössi, citando una frase presente anche sul suo sito web. In quanto cittadina, è una tipica svizzera del tutto ordinaria. «Nel mio bagno c'è un lavandino, come in tutte le altre case. Non capisco davvero cosa possa esserci di interessante in questo».

Tuttavia, in particolare sotto la pioggia, durante la passeggiata non vengono evitate le questioni personali. Così, Petra Gössi parla di sé stessa, dei suoi due esami da avvocato non superati, in seguito ai quali aveva deciso di aiutare in cucina il suo fidanzato dell'epoca, un cuoco. «All'epoca, pelavo carote e pulivo patate sotto pressione e in mezzo a persone di molte nazionalità differenti».

L'atmosfera - racconta - era stressante e i modi rudi, ma dopo aver completato con successo un lavoro gomito a gomito, i problemi venivano dimenticati. «È in quel contesto che ho imparato cosa volesse dire lavorare». E oggi può fare tesoro di tale esperienza nel ruolo di personaggio politico.

Tasse di Stato proposte dai radicali?

Abbandoniamo la sfera privata per tornare alla politica. Giusto nello scorso mese di dicembre, il PLR, di concerto con l'UDC, aveva reso meno stringente il testo della legge sul CO2 al Consiglio nazionale, a tal punto che la sinistra l'ha affossata in occasione del voto finale. È a febbraio che è avvenuto il grande cambiamento: Petra Gössi ha annunciato una svolta ecologista radicale nel corso di un'intervista. Nel giro di soli quattro mesi ha realizzato, con altri membri del partito, un documento programmatico che non soltanto è stato confermato dalla base nel corso dell'assemblea dei delegati di giugno, ma è stato anche rafforzato da altre misure, come nel caso dell'introduzione di una tassa sui biglietti aerei. Un successo per Petra Gössi. Che tuttavia solleva dei quesiti. Come si può far convivere con i principi liberali il fatto che i radicali difendano improvvisamente le tasse di Stato sui voli e sugli spostamenti in auto?

La piega non piace a Petra Gössi, irritata dal fatto che i media si siano concentrati su dei «dettagli» - come appunto i biglietti aerei - anziché focalizzare l'attenzione sulla politica ambientale proposta dai radicali nel suo complesso. «Abbiamo una sola Terra e dobbiamo perciò proteggerla. Cosa c'è di poco liberale in questo?». Petra Gössi sottolinea che le sue scelte in materia di ecologia si basano prima di tutto sulla responsabilità individuale e sugli investimenti nell'innovazione. «È solo quando tale responsabilità individuale non basta che sono necessarie delle misure direttive».

«Per me rappresentano una patria»

Secondo Petra Gössi, sarebbe un errore «se il PLR non fornisse risposte su temi che preoccupano le persone». «L'ecologia è nel DNA dei radicali», ha sottolineato. A partire dal 1913, il consigliere federale Ludwig Forrer ha aperto a Berna il primo congresso mondiale consacrato alla protezione della natura. «Tuttavia, è vero che abbiamo negato la nostra eredità ecologista nel corso degli ultimi decenni».

Alla stazione a monte della cabinovia della Rotenflue, la vista dalla piattaforma panoramica abbraccia i laghi dei Quattro Cantoni e di Lauerz e arriva fino alle Prealpi con la Stanserhorn e il Pilatus. Si può ovviamente ammirare anche il Rigi, la montagna di Petra Gössi, ai piedi della quale si trova Küssnacht, dove vive. Il Gross e il Klein Mythen le piacciono particolarmente. Ha già fatto delle passeggiate sulle due montagne. «Mi impressionano per la loro rudezza. Per me rappresentano una patria».

Più tardi, Petra Gössi si ferma bruscamente sul sentiero, guarda brevemente attorno a sé e indica un gruppo di alberi secchi: «Vede, non ho dovuto neppure cercare troppo per trovare delle tracce evidenti delle estati calde e della siccità». Ora - sostiene - occorre agire. Si tratta di una questione che le sta davvero a cuore.

Quella della preservazione dell'ambiente rappresenta una questione che sta particolarmente a cuore a Petra Gössi.
Patrick Hürlimann

Un riposizionamento nel corso dell'anno elettorale ha provocato le accuse degli avversari politici, secondo i quali si tratta di un calcolo elettorale. Petra Gössi lo sente ripetere spesso, ma non per questo considera l'affermazione veritiera: «Avrei preferito riportare la politica climatica nel nostro programma prima rispetto all'anno elettorale». Ma le due elezioni eccezionali al Consiglio federale di Ignazio Cassis nel 2017 e di Karin Keller-Sutter lo scorso anno «non si ottengono con uno schiocco di dita». Le capacità di un partito sono, secondo lei, limitate. Eppure - afferma - non si può smettere di camminare soltanto perché si è nel corso di un anno elettorale: «L'immobilismo politico di queste fasi mi disturba».

Nel corso delle sue visite nelle sezioni del partito attraverso il Paese, ha constatato che la base si era riposizionata in merito alla questione climatica. «Poiché ciò coincideva con le mie convinzioni personali, ho agito. Non ho paura del rischio». Secondo la dirigente, se non si è in grado di fronteggiare le sconfitte, nulla cambia: «Sono in politica per smuovere le acque».

Poiché il PLR ha agito principalmente «sulla carta», finora, le prove della sincerità della nuova posizione ecologista mancano ancora all'appello. La prossima occasione che il partito ha per rimediare si presenterà il mese prossimo, quando il Consiglio degli Stati affronterà la legge sul CO2. Se esso seguirà il parere della commissione preparatoria, l'immagine ecologista dei consiglieri di Stato radicali potrebbe risultare per lo meno rafforzata nello sprint finale delle elezioni. Il vero test per il PLR arriverà tuttavia soltanto dopo le elezioni, l'anno prossimo, quando la legge sarà presentata una seconda volta al Consiglio nazionale.

Petra Gössi, presentatrice di quiz

Improvvisamente, Petra Gössi sorride. Si ricorda di una domanda posta di recente in un quiz: «Dal Rigi, si possono vedere tutti i cantoni svizzeri tranne due: quali?». «Ginevra», indovinano subito il fotografo e la giornalista. La seconda risposta non viene tuttavia loro in mente. Petra Gössi, alla quale evidentemente non dispiace calarsi nei panni di una presentatrice di quiz, rivela la soluzione soltanto dopo numerose risposte sbagliate: «È Basilea Città!». E scoppia di nuovo a ridere.

La pioggia non tarda a tornare. Petra Gössi cambia itinerario e opta per un circuito più corto sulla Rotenflue. Il sentiero è umido e deserto. Fatta eccezione per le campane delle mucche, regna il silenzio. Avvistiamo i bovini solo aguzzando la vista: sono ammassati sotto ad alcuni alberi per proteggersi. La precipitazione non disturba Petra Gössi: «Mi capita spesso di fare jogging sotto l'acqua». E continua a ridere, tanto che il fotografo deve chiederle di rimanere seria per gli scatti.

L'obiettivo elettorale di Petra Gössi è fare del PLR il secondo partito del Paese.
Patrick Hürlimann

Dopo numerosi decenni di declino, il numero di elettori del PLR ha ricominciato a crescere dalle ultime elezioni nazionali. Almeno fino all'inizio di questa estate. Secondo un sondaggio, il partito deve aspettarsi un calo compreso tra 0,2 e 0,9 punti percentuali rispetto al 2015. E ciò benché in un altro sondaggio a febbraio fosse stato accreditato di un risultato superiore rispetto a quello di quattro anni fa (quando si attestò al 16,4%): le intenzioni di voto lo davano infatti al 17,4%. Il partito ha anche subito una sconfitta alle elezioni cantonali a Zurigo. Questo è il prezzo da pagare per la svolta ecologista? No, secondo Petra Gössi: «Se non avessimo posto l'accento sull'ambiente, avremmo fatto peggio, come mostra l'analisi dei dati».

Petra Gössi vuole superare il PS

Petra Gössi è decisa a fare del PLR il secondo partito del Paese, superando così il PS: «Vogliamo vincere», assicura. Altrimenti - spiega - non camminerebbe sotto la pioggia: lavorerebbe e si guadagnerebbe da vivere in ufficio. Ma è rassicurante: «Si possono vincere le elezioni negli ultimi dieci giorni. Quando le persone hanno le schede di voto nelle loro cassette delle lettere». Secondo lei, il PLR è nuovamente la principale forza nei cantoni. 

Ciò nonostante, Petra Gössi si mostra del tutto aperta all'autocritica: «Dobbiamo diventare più forti nella capacità di mobilitare». Così, i radicali si sono lanciati per la prima volta in una campagna porta a porta: «Le elezioni cantonali ci insegnano che siamo stati più performanti laddove siamo andati a bussare direttamente alle porte degli elettori, parlandoci personalmente».

In qualità di partito popolare, il PLR non può avere successo se non con soluzioni largamente convincenti, spiega Petra Gössi, che cita a titolo d'esempio la riforma AVS 21, che fissa l'età per ottenere la pensione a 65 anni per gli uomini e per le donne: «Dobbiamo riformare strutturalmente e in modo sostenibile questa istituzione sociale, altrimenti saranno i giovani a pagarne il prezzo». Gössi evoca anche l'accordo-quadro con l'UE: «Il PLR è una sentinella della via bilaterale. Che rappresenta una garanzia di prosperità per il nostro Paese».

«Il liberalismo, che si basa largamente sulla responsabilità individuale, non va di moda», spiega Petra Gössi. Nonostante ciò, punta a vincere le elezioni.
Patrick Hürlimann

Al di fuori della politica, Petra Gössi lavora come avvocato e partner dello studio di consulenza di Zurigo Baryon. Prima di assumere la presidenza del partito, poteva dedicare una parte importante del proprio tempo di lavoro alla sua professione; oggi si tratta di una quota «minima».

«Prima di tutto, parliamo di persone», si legge sul sito web dello studio accanto alla fotografia di Petra Gössi. Si tratta di un concetto importante ai suoi occhi. In quanto liberale, la polarizzazione crescente della politica la preoccupa: «Il liberalismo, che si basa largamente sulla responsabilità individuale, non va di moda. Le attese attuali della società si basano sull'idea secondo cui è lo Stato che deve fornire i mezzi». Per Petra Gössi, gli ammortizzatori sociali rivestono grande importanza. «Io la vedo così: lo Stato fornisce un quadro. Ma all'interno di questo quadro, siamo noi stessi a doverci muovere». La visione di Petra Gössi, originariamente influenzata dalla Svizzera centrale cattolica, ha dunque compiuto un'evoluzione. In passato si era opposta ai matrimoni omosessuali e alle adozioni del figlio del coniuge; oggi sostiene entrambe le cause.

«Parlare a tutti, senza pregiudizi»

Non ci sarà tempo per una merenda al rifugio in montagna. Quest'ultimo è già chiuso a causa del cattivo tempo. Senza un caffè, i due ultimi temi  vengono affrontati prendendo la cabinovia per riscendere a valle e nel parcheggio, davanti all'auto di Petra Gössi. La sua ricetta in qualità di presidente del partito? «Parlare a tutti e ascoltare tutti, senza pregiudizi». Ha imparato ciò duramente, proprio lavorando in cucina con il suo ex fidanzato. Occorre avere molta buona volontà per fare politica - sostiene - e far sì che ciò rappresenti un piacere: «Ma come presidente, devo limitarmi a fare il mio lavoro».

Petra Gössi se ne va sorridendo, prima di recarsi al suo prossimo appuntamento.

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