Ragazze scontente della propria immagine: è colpa del social

CoverMedia

30.11.2018 - 16:11

Source: Covermedia

Paragonare il nostro corpo «reale» a quello delle top model che vediamo online può causare grossi problemi di autostima.

Se non ci piace ciò che vediamo allo specchio, è colpa di Instagram. La rete, infatti, ha completamente stravolto il modo di vedere e considerare il nostro corpo, oramai in costante competizione con quello delle ragazze apparentemente perfette dietro ai filtri e ai fotomontaggi di tante applicazioni, come lo stesso sito di photo-sharing, Facebook o Snapchat.

Un team di ricerca presso la York University di Toronto, in Canada, ha analizzato un gruppo di donne di un’età compresa tra i 18 e i 27 anni, che commentavano o mettevano «mi piace» alle foto di altre ragazze online, considerate dalle stesse partecipanti «più attraenti» di loro.

«I nostri risultati indicano che queste giovani donne si sentono più insoddisfatte del loro corpo, del loro aspetto fisico, dopo aver visto i profili online di una utente che viene percepita come più attraente di loro», dice Jennifer Mills, professoressa presso il Dipartimento di psicologia dell’università. «Anche se già si sentivano a disagio prima dello studio, in media, la situazione è diventata perfino peggiore alla fine dell’esperimento».

Tra le partecipanti vi erano 118 studentesse universitarie di diverse etnie e culture: ognuna di loro doveva compilare uno speciale questionario al fine di quantificare il livello di soddisfazione o insoddisfazione legato al loro aspetto fisico. Il test ha coinvolto numerosi profili di utenti dei social network Facebook e Instagram.

«I nostri risultati indicano che i partecipanti non cambiavano visione del proprio corpo quando interagivano con membri della famiglia», ha continuato la dottoressa Mills. «Credo che, in tanti casi, le giovani donne che postano sul social sperano di ricevere un buon riscontro con le foto che postano, e il modo in cui utilizzano i social media è più legato all’aspetto fisico rispetto alla controparte maschile».

La ricerca è stata pubblicata nella rivista scientifica specializzata Body Image.

Tornare alla home page

CoverMedia