Le ex star del rock spesso faticano ad annunciare il ritiro

Fabienne Rüetschi

19.2.2018

«Forever young», recita il testo di una canzone di Bob Dylan. A 76 anni, il musicista gira ancora il mondo con il suo «Never Ending Tour». Altre star planetarie del rock e del pop, come Elton John o Paul Simon, si sono invece rassegnate all’inevitabile, annunciando il ritiro dai palcoscenici. I fan dovranno dire addio a un’intera generazione di «cantanti pensionati»?

Nel corso dei prossimi anni dovremo dire addio a numerose star del rock e del pop. Questi generi musicali, un tempo associati all’utopia di una giovinezza eterna, vivono infatti l’avvicinarsi del ritiro di un’intera generazione di artisti. Nonostante le loro esistenze spesso spinte all’estremo (è noto a tutti lo slogan «Sesso, droga e rock’n’roll»), molti di loro hanno oggi la possibilità di scegliere. All’età di 65 o 70 anni, ancora in buona salute, possono decidere di continuare fino all’ultimo o di abbandonare i palcoscenici. Una scelta, la seconda, particolarmente complessa: come mettere infatti un punto finale alla carriera di una star internazionale?

All’inizio di febbraio PAUL SIMION (76 anni) ha spiegato come vede il suo pensionamento artistico. In primavera, il cantante e compositore americano avvierà il suo ultimo grande tour, dopo 50 anni sulla scena. Già particolarmente malinconici, alcuni brani come «Still Crazy After All These Years» assumeranno toni ancor più nostalgici. «È difficile per me sapere che lascerò per sempre i palcoscenici», ha confessato Simon, che adora la musica e può vantare ancora una voce potente. Tuttavia, i viaggi lo affaticano e vorrebbe passare più tempo con la moglie e la famiglia.

Alla fine di gennaio, anche ELTON JOHN (70 anni) ha annunciato che per via di questioni private, sceglierà la via di un parziale ritiro. «Non farò più tournée, ad eccezione di un’ultima». Dopo i concerti di addio, consacrerà la propria vita al marito David Furnish e ai loro due figli. Si tratta di una decisione che non è stata presa alla leggera: «È stata una battaglia. Non voglio più viaggiare, ho bisogno di stare a casa», ha dichiarato l’ex «Rocket Man». Che comunque desidera «registrare ancora qualche album».

La ritrosia a viaggiare fa certamente sorridere BOB DYLAN (76 anni). Alla fine di marzo, il premio Nobel per la letteratura del 2016 proseguirà il suo «Never Ending Tour», avviato ormai parecchi decenni fa, con 26 concerti in cinque settimane. La tournée condurrà il compositore in città meno celebri, come Oberhausen o Bielefeld. Benché sia parecchio tempo ormai che Bob Dylan non scrive più brani originali e si limita a registrare dei pezzi di jazz, gli specialisti del settore lo credono ancora capace di un nuovo capolavoro. Chiaramente, il grande cantante non ha annunciato quando farà calare il sipario.

L’ex compagna di Bob Dylan, la cantante folk e attivista americana JOAN BAEZ (77 anni), ha annunciato che il 2018 sarà l’anno del suo ultimo tour. In ogni caso, i suoi fan potranno consolarsi con un nuovo albun, che uscirà all’inizio di marzo. Non conterrà composizioni originali ma dieci pezzi riarrangiati con stile e classe: da sempre il marchio di fabbrica dell’artista. Nel contesto del suo «Fare Thee Well Tour», canterà in numerosi concerti tra la primavera e l’estate.

NEIL YOUNG (72 anni) è certamente il più infaticabile dei vecchi rocker. Ogni anno, il canadese presenta nuovi album (con canzoni di qualità variabile), alimenta e apre al pubblico i propri archivi, sostiene con forza la politica liberale di sinistra (a volte a fianco della sua nuova compagna, l’attrice americana Daryl Hannah) e organizza concerti terribilmente rumorosi con un gruppo di giovani ammiratori. Insomma: conduce una vita degna della canzone di Bob Dylan «Forever young».

Coloro che hanno visto due anni fa BRUCE SPRINGSTEEN (68 anni) nei suoi concerti – lunghi a volte quattro ore – assieme alla E Street Band potrebbero dire la stessa cosa di questo artista originario del New Jersey. In ogni caso, il musicista ha lasciato capire che – malgrado i tentativi di restare in forma – non potrà sopportare lo stress della vita da star del rock in eterno. Nel 2018, farà uscire un album in stile anni Settanta. Da parecchie settimane, inoltre, riempie il Walter Kerr Theatre di New York con il suo fantastico concerto da solista «Springsteen on Broadway», che proseguirà fino a giugno.

Dopo la morte di John Lennon, deceduto a soli 40 anni (nel 1980), e di George Harrison, scomparso a 58 anni (nel 2001), PAUL McCARTNEY (75 anni) è rimasto sostanzialmente l’unico a farsi carico dell’eredità dei Beatles. Benché sulla sua pagina internet si legga che «nessun concerto è per ora confermato», «Sir Paul» ha cantato i suoi grandi successi in Giappone, America Latina e Australia lo scorso anno. È inoltre in preparazione un nuovo album: Paul McCartney ha recentemente dichiarato che desidera registrare «un disco veramente grandioso» con Greg Kurstin, il produttore di Adele.

Come si è potuto vedere nel corso della tournée «No Filter» del 2017, MICK JAGGER (74 anni) è uno dei musicisti più longevi dell’industria del rock. Se l’artista continua a sorprenderci per la sua energia, il chitarrista KEITH RICHARDS (74 anni) rappresenta la forza tranquilla del più antico «gruppo da stadio» del mondo. «Mick e Keith accetterebbero di morire sul palco pur di non abbandonare la loro passione: scrivere e suonare musica», è stato scritto di recente su un giornale britannico, che ha citato una fonte vicina ai due, secondo la quale i Rolling Stones potrebbero presto presentare un nuovo album con canzoni inedite.

Anche ROBERT PLANT (69 anni) non sembra per nulla affaticato. Il cantante del gruppo britannico Led Zeppelin, pioniere dell’hard rock alla fine degli anni Sessanta, ha presentato dei nuovi dischi particolarmente ambiziosi, come nel caso di «Carry Fire» (2017) e si appresta ad avviare una tournée quest’anno. Allo stesso modo, la cantante e poetessa PATTI SMITH (71 anni) sarà sul palcoscenico tutta l’estate, anche se il suo ultimo album «Banga» (2012) è ormai un po’ datato.

In un momento in cui il razzismo dilaga negli Stati Uniti, molti vorrebbero che STEVIE WONDER (67 anni) presentasse un album politicamente impegnato. Se le apparizioni live del maestro del soul si fanno rare, l’artista è più attivo in privato: nel 2014 è diventato padre per la quinta volta. Un anno fa, ARETHA FRANKLIN (75 anni) ha annunciato che presto si ritirerà sia dai palcoscenici che dagli studi. Le piacerebbe registrare un ultimo album proprio assieme a Stevie Wonder.

Come concludere la propria carriera con dignità quando si sente che la fine arriva ineluttabile? Due grandi uomini morti nel 2016 hanno mostrato in questo senso l’esempio.

In seguito alla sua malattia, la star del pop inglese DAVID BOWIE aveva annunciato il ritiro dai palcoscenici nel 2004. Poco prima della morte, all’età di 69 anni, aveva ancora pubblicato due nuovi dischi: «The Next Day» (2013) e «Blacklist» (2016), nonché lavorato alla commedia musicale pop «Lazarus». La sua è stata una vita da «eroe» fino alla fine.

A più di 80 anni, il leggendario compositore LEONARD COHEN aveva allo stesso modo pubblicato numerose opere formidabili e tenuto concerti in tutto il mondo, lanciando il proprio cappello al pubblico, da vero gentleman. Il canadese è morto a 82 anni a causa di una caduta dalle scale, quando era ancora sulla cresta dell’onda.

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