Marco Giallini su Rocco Schiavone: «Ci lega qualcosa di speciale»

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15.10.2018 - 13:11

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Dal 17 ottobre su Rai 2 andranno in onda quattro nuovi episodi dedicati al vicequestore romano, diretti da Giulio Manfredonia.

Tra Marco Giallini e Rocco Schiavone c’è un legame molto «speciale».

Il vicequestore romano è nato dalla fantasia di Antonio Manzini, mentre nella fiction cult di Rai 2 è oramai impersonato dall’attore 55enne col quale il poliziotto ha un sacco di affinità, a partire dal dolore profondo che Schiavone nutre per la perdita della moglie, così come l’attore, vedovo dal 2011.

«Conosceremo un Rocco non ancora ferito, alleggerito e innamorato un po’ diverso, “scongelato”; così come il paesaggio aostano che lo circonda, meno freddo e innevato, anche lui è alla ricerca di una sua primavera. Aosta forse incomincia a piacergli, ma questa apparente normalità, faticosamente conquistata, è destinata a durare poco: il passato riaffiora prepotente», racconta Marco Giallini a IoDonna.

La nuova stagione in arrivo dal 17 ottobre su Rai 2, svelerà al pubblico una serie di flashback, ricordi del passato di Rocco Schiavone che getteranno luce su alcuni aspetti della sua misteriosa vita.

«Tutto  il  racconto  parte  dal  2007»,  spiega Manzini a La Repubblica, autore della sceneggiatura insieme a Maurizio Careddu.

«Si tratta dell’anno in cui Marina, l'adorata  moglie,  viene  uccisa  al  suo  posto  da  un  bandito.  E  Rocco  finalmente  svela  come  andarono  i  fatti. Quindi  per  la  prima  volta conosciamo  un  Rocco  diverso,  innamorato,  e  sì  perché  Marina  è  ancora  viva,  e  ci  lasciamo  trascinare  nel  racconto  della  tragedia  che  ha  vissuto. Mi diverto ancora a scriverlo. Comunque ancora per qualche anno in Italia c'è la libertà. Nel caso uno compra solo il libro».

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