Behrami

«Avrei preferito vivere nella fattoria di mia nonna tra le pannocchie»

bfi

22.11.2019

Valon Behrami, 34 anni
Getty

Valon Behrami, 34 anni, in un'intervista a gianlucadimarzio.com, parla della sua storia personale, della sua voglia di fattoria, di Hamsik e del suo lato romantico. 

Ha fatto il giro di mezza Europa dopo aver lasciato Lugano nel 2003: Genoa, Verona, Lazio, Fiorentina, West Ham, Napoli, Udinese, Hamburger, Watford e infine il ritorno in Svizzera, a Sion.

In Vallese però le cose non sono andate come lui si aspettava. Da uomo onesto e amante del calcio ha parlato con il presidente Constantin, si sono chiariti e si sono salutati ringraziandosi a vicenda.

Oggi, Valon Behrami è ancora alla ricerca di una squadra che gli permetta di giocarsi la sua stagione, un ultimo giro di giostra insomma. 

«Avrei preferito vivere in fattoria»

Ma Behrami, che ha fatto del calcio la sua professione, il suo mondo, ha una cosa inaspettata da dire. 

«Avrei preferito restare a vivere nella fattoria di mia nonna tra le pannocchie, gli alberi e gli animali dove mi sentivo a casa piuttosto che diventare calciatore».

Un mondo troppo veloce

L'intenzione non è quella di sputare nel piatto dal quale ha mangiato per tanti anni, un piatto d'oro, lo sa bene. È più la consapevolezza di uno che ha capito certe cose.

«Il mondo del calcio me la sono goduto a pieno ed è stato tutto fantastico, dalle belle macchine alle nuove culture, che ho avuto la fortuna di conoscere e apprezzare. Purtroppo però è un ambiente dove va tutto troppo veloce e si rischia di perdere di vista il valore di certe sfumature della vita».

Il calcio come rivincita sociale

Anche perchè il ragazzo nato a Mitrovica, in Kosovo, è cosciente dell'importanza che il calcio ha avuto nella sua vita e in quella della sua famiglia. Scappati dalla guerra i Behrami arrivarono in Ticino, in inverno.

«Piangevo. Piangevo. Piangevo. Io e mia sorella ascoltavamo le cassette con la musica del nostro paese e dormivamo in un albergo per rifugiati. Mangiavamo male e ci vestivamo grazie alla Caritas. La mia fortuna è stata saper giocare bene a calcio». 

Una vita da emigrante del pallone

Chiasso, Lugano e poi Valon ha spiccato il volo verso l'Italia, l'Inghilterra, la Germania, collezionando ben 83 presenze con la maglia della Nazionale svizzera, quattro partecipazioni alla fase finale dei campionati del Mondo. 

Ad aprile di quest'anno poi, tornato in Italia con la maglia dell'Udinese, gli capitò l'ennesimo infortunio. Il club friulano decise allora di non rinnovargli il contratto e dunque Valon si ritrovò a daver far le valigie. Lo cercarono in Arabia Saudita, ma Behrami è anche papà di Sofia e Isabel, che vivono a bergamo con la mamma. Sion era sembrata una meta più vicina alla Lombardia, accompagnata da un contratto economicamente interessante, dalla possibilità di chiudere il cerchio in Svizzera, dove tutto era cominciato. 

Ma in Vallese le cose non sono andate come l'ex capitano della Nazionale si aspettava: troppe partite su campi sintetici per delle gionocchia ormai logore, strutture e organizzazione non certo un po' precarie.

«Mi stavo logorando. Mi era passata la voglia di giocare a calcio in quelle condizioni». 

Il suo portafortuna

Valon non ha ancora perso la voglia di giocare, nonostante gli acciacchi dovuti a mille battaglie, all'atteggiamento di chi non si è mai risparmiato. Per fortuna il 34enne ha un portafortuna: la nonna.

«Prega sempre per me. È bello sapere che c’è lei che mi pensa.»

Cavani o Higuain?

Behrami ha giocato contro grandissimi campioni, insieme ad altri. E se dovesse scegliere tra Cavani e Higuain, suoi ex compagni al Napoli?

«Prenderei il fisico di Cavani e la potenza di Higuain».

Ma l'ex compagno che stima di più, che vorrebbe in qualsiasi formazione è invece Marek Hamsik. «Era il più completo di tutti: destro, sinistro, si spostava ovunque, sempre tranquillo. Anche quando dicevano non giocasse bene lui era sopra la media, universale».

Behrami romantico

Sposato con la sciatrice ticinese Lara Gut, Valon ammette di essere un romanticone: «Le mando fiori e poi mi piace sorprenderla, quando torna dalle gare le faccio trovare la cena pronta.»

Il «ritorno alla fattoria»

Potrebbe vivere ovunque Valon Behrami. Ci sono però due condizioni da soddisfare: la vicinanza alle sue figlie e la vita di campagna.

Udine!

«Credo sia il posto ideale per me, mia moglie, la mia famiglia. Lì mi sento a casa, anche perché mi ricorda la fattoria della nonna». 


Tornare alla home pageTorna agli sport