Quel riscaldamento che è diventato «storia dell'arte»

bfi

20.4.2020 - 15:02

El Pibe de Oro con la maglia del Napoli.
Getty

31 anni fa, prima del calcio d'inizio della semifinale di Coppa Uefa, Diego Armando Maradona scrisse un momento di poesia calcistica che non si può non rivedere. 

All'Olympiastadion di Monaco erano 73'132 gli spettatori che avevano esaurito ogni posto disponibile per godere della semifinale di Coppa Uefa tra il Bayern di Augenthaler, Thon ed Ekström e il Napoli di Maradona, Careca e Bagni. 

I tifosi tedeschi e i milioni di spettatori seduti davanti alla tv volevano soprattutto vedere all'opera il capitano del Napoli, il numero 10: Diego Armando Maradona. 

Il talento argentino diede al pubblico più di ciò che si sarebbe mai aspettato, ancor prima dell'inizio dell'incontro, quando gli ultimi tifosi stavano per prendere posto.

Un riscaldamento diventato «storia dell'arte»

Durante la fase di riscaldamento gli altoparlanti dell'impianto iniziarono a suonare la celeberrima 'Life id Life' degli Opus. Maradona si fece contagiare dal ritmo, dalla cornice di pubblico e iniziò a danzare con la palla sui piedi, sulla fronte, tra spalle e le gambe.

Pubblico e avversari si fermarono a guardare quel piccoletto dai capelli neri e ricci che con il pallone si mise a scrivere poesia con il supporto della melodia: un momento estatico e quasi surreale, che ha consegnato il video di quel warm up alla cineteca del calcio, nella sezione 'Imperdibili', sottocategoria 'Poesia'.

Lo sport dei numeri

La partita di andata giocata al San Paolo di Napoli era stata vinta dai padroni di casa grazie ad una rete di Careca e una di Carnevale. Il 19 aprile, in Germania, dopo il riscaldamento relativo al video qui sopra, la partita finì con il risultato di 2-2: Careca portò in vantaggio il Napoli, riacciuffato due minuti dopo dalla rete di Wohlfahrt. Il brasiliano del Napoli - spesso il terminale delle invenzioni di Diego Armando Maradona - riportò in vantaggio i partenopei, fino al 81esimo, quando Reuter fissò il risultato sul 2-2. Un risultato che premiò il Napoli con la finale.

Fu un'altra formazione tedesca a fronteggiare il Napoli in finale, lo Stoccarda di Jürgen Klinsmann. 

Gli uomini del presidente Ferlaino regalarono a Napoli il primo e sin qui ultimo trofeo continentale, vincendo la gara di andata per 2-1 (Maradona e Careca in rete per i partenopei) e pareggiando il ritorno in terra germanica (3-3). 

Le parole di Jürgen Klinsmann

Le parole di Jürgen Klinsmann - diventato poi uno degli attaccanti più devastanti della storia del calcio e della nazionale tedesca - ben descrivono il Maradona giocoliere e incantatore di folle: anche in quell'occasione, a Stoccarda, sulle note di 'Life is Life', il Pibe de Oro seppe incantare, eccome.

«C'erano 70'000 persone nello stadio che guardavano Maradona riscaldarsi. Noi, invece, ci riscaldavamo come veri tedeschi: seri, concentrati. Poi partì "Live is Life" e su queste note Maradona iniziò a destreggiarsi con la palla. Interrompemmo il riscaldamento e guardammo pure noi: Cosa stava facendo quel tizio? Non riuscivamo a smettere di guardare».

Magnetico, maledetto, ribelle e sfrontato... Maradona è stato anche questo. Non toglietegli però l'onore di aver regalato al calcio sinfonie senza eguali, armonie e bellezze mai più conosciute. 

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