Pechino 2022

La Nazionale di Fischer vuole e può «giocare per una medaglia»

sda/bfi

4.2.2022

Switzerland's defender Mirco Mueller, left, speaks with Switzerland's defender Raphael Diaz, right, during a training session, at the IIHF 2021 World Championship quarter final game between Switzerland and Germany, at the Olympic Sports Center, in Riga, Latvia, Wednesday, June 2, 2021. (KEYSTONE/Salvatore Di Nolfi)
Il difensore del Lugano Mirco Mueller (sinistra) con il compagno di difesa Raphael Diaz.
Keystone

Russia, Repubblica Ceca e Danimarca saranno le prima avversarie della Svizzera alle imminenti Olimpiadi. L'head coach della Nazionale si affida alla tanta esperienza dei suoi leader, a Hofmann e all'assenza dei giocatori di NHL.

sda/bfi

4.2.2022

Alla vigilia dei suoi primi giochi olimpici - 2018 a Pyeongchang - sulla panchina della Nazionale Patrcik Fischer era convinto di poter vincere una medaglia. Il torneo si concluse però con una grande delusione per gli svizzeri, quando negli ottavi di finale dovettero cedere il passo alla Germania, vittoriosa per 2-1 - dopo i tempi supplementari.

Ancora una volta prima di iniziare questo il torneo olimpico, come quattro anni fa,  mancano i giocatori svizzeri di NHL e le aspettative della Nazionale sono alte: qualificarsi per le semifinali e poi, naturalmente, vincere una medaglia.

«Il nostro obiettivo è quello di arrivare in semifinale - ha dichiarato il coach Patrick Fischer  ai microfoni della RSI- Sappiamo che sarà difficile arrivarci, ma vogliamo giocare nell'ultimo weekend dove si assegnano le medaglie».

Assenza giocatori NHL, un vantaggio per la Svizzera

In teoria, l'assenza dei giocatori del miglior campionato del mondo potrebbe essere un vantaggio per gli svizzeri. Certo, Roman Josi, Timo Meier e Co. avrebbero alzato considerevolmente il livello della squadra, ma la non presenza del contingente di giocatori da NHL colpisce più duramente altre nazioni.

La Svizzera inoltre, può contare a sorpresa su Gregory Hofmann, tornato allo Zugo dopo la pausa natalizia. L'importanza della presenza del 29enne non è certamente da trascurare: «Tutti sanno quanto è forte, l'anno scorso l'abbiamo messo in prima linea con Dario Simion ed Enzo Corvi e hanno fatto tanti gol. Lui è super motivato e spero che rimanga sano», ha aggiunto il coach della Nazionale.

Patrick Fischer, head coach of Switzerland national ice hockey team, past Switzerland's forward Gregory Hofmann, left, talks to his players, during a Switzerland team training session at the IIHF 2021 World Championship, at the Olympic Sports Center, in Riga, Latvia, Saturday, May 22, 2021. (KEYSTONE/Salvatore Di Nolfi)
Gregory Hofmann (sinistra) e l'head coach della Nazionale Patrick Fischer
KEYSTONE

Come vi è riuscita la Germania...

Quattro anni fa la Germania ha colto l'occasione e ha vinto l'argento. Mancava poco per la vittoria olimpica, la Russia ha pareggiato negli ultimi 56 secondi prima della fine del tempo regolamentare per poi andare a vincere nei tempi supplementari. Quello che hanno ottenuto i tedeschi dovrebbe essere possibile anche per gli svizzeri. Ci riusciranno questa volta?

Le prospettive sono certamente buone. Questo è il settimo grande torneo di Fischer (tra Olimpiadi e Coppa del Mondo) come allenatore della Nazionale. Il suo record dopo la delusione di Pyeongchang è impressionante: nel 2018 ha portato la squadra all'argento in Coppa del Mondo, nel 2019 e nel 2021 gli svizzeri hanno mancato di poco le semifinali di Coppa del Mondo - tre anni fa contro il Canada per 0,4 secondi, l'anno scorso contro la Germania per 44 secondi.

La grande esperienza di Bühli, Diaz e co.

A Pechino inoltre partecipano 16 giocatori che facevano parte della formazione schierata durante l'ultima Coppa del Mondo. Fischer conta molto sulla esperienza, su quella della sua squadra e dei suoi molti leader, soprattutto Andres Ambühl, alla sua quinta Olimpiade, e Raphael Diaz, che vi partecipa per la quarta volta.

«Siamo cresciuti insieme. Molti giocatori sono con me da quando ho iniziato questa avventura», ha detto Fischer. «Il fatto che ci conosciamo e che abbiamo un nucleo solido è il nostro più grande vantaggio. Non siamo solo esperti, ma anche forti, veloci e robusti. Quattro anni fa abbiamo sofferto molto. Ora siamo pronti a correggere il tiro. Ho una sensazione molto buona con questa squadra, in questa costellazione».

La «squadra taxi»

La Nazionale, arrivata nel frattempo in Cina, si allenerà in una bolla fino all'inizio del torneo olimpico. 

Il direttore delle squadre nazionali Lars Weibel e l'allenatore nazionale Patrick Fischer hanno anche definito i giocatori per la cosiddetta «squadra taxi». Questi giocatori non si uniranno alla squadra per il momento, ma viaggeranno in una data successiva a seconda di come si svilupperà la situazione in fatto di contagi. I nomi dei giocatori della «squadra taxi» saranno comunicati solo in caso di selezione definitiva successiva.

I 25 già a Pechino

Questi sono gli atleti chiamati a raccolta dall'head coach e che al momento si trovano a Pechino.

Portieri (3): Sandro Aeschlimann (HC Davos), Reto Berra (Friborgo-Gottéron), Leonardo Genoni (EV Zugo).

Difensori (8): Santeri Alatalo (HC Lugano), Raphael Diaz (Friborgo-Gottéron), Michael Fora (HC Ambrì-Piotta), Romain Loeffel (HC Lugano), Christian Marti (ZSC Lions), Mirco Müller (HC Lugano), Ramon Untersander (SC Berna), Yannick Weber (ZSC Lions).

Attaccanti (14): Andres Ambühl (HC Davos), Sven Andrighetto (ZSC Lions), Christoph Bertschy (Losanna HC), Enzo Corvi (HC Davos), Gaëtan Haas (EHC Bienne), Fabrice Herzog (EV Zugo), Grégory Hofmann (EV Zugo), Denis Hollenstein (ZSC Lions), Denis Malgin (ZSC Lions), Simon Moser (SC Berna), Killian Mottet (Friborgo-Gottéron), Dario Simion (EV Zugo), Calvin Thürkauf (HC Lugano), Joël Vermin (Ginevra-Servette HC).