Federer: «Del Potro ai quarti? Avevo più paura di Lopez...»

Da New York Nicolò Forni

30.11.2017

Roger Federer non teme Delpo.
Getty Images

Al termine del primo incontro di questi US Open terminato senza subire break Roger Federer non ha nascosto la sua soddisfazione.

L’unico momento di suspense dell’intero match è stato quando sei uscito al termine del secondo set. Cosa è successo?

Ho percepito un dolore ad un muscolo del fondoschiena, c’era qualcosa di teso. Non so come descriverlo. Volevo solamente risolvere la faccenda immediatamente dopo la breve pausa fra il secondo e il terzo set.

In tre minuti il problema è stato risolto e sono rientrato. Non volevo fare aspettare Philipp. La decisione di uscire immediatamente è stata per precauzione. Per fortuna va tutto bene, non ho avuto alcun problema.

Roger Federer

Philipp ha detto di non essere riuscito ad esprimersi al meglio perché è stato messo sotto pressione dal primo all'ultimo minuto dell'incontro... Pensi di essere migliorato in questo esercizio con gli anni?

Credo di aver sempre cercato di mettere in pratica questa strategia nel corso di tutta la mia carriera. Con ogni giocatore bisogna modificarne il metodo, ma cercare di mettere sotto pressione l’avversario è sempre stato un obiettivo per me.

Molti giocatori fanno lo stesso con me, giocano esattamente come io non vorrei, proprio per mettermi in difficoltà e non lasciarmi imporre il mio gioco.

Questo è anche uno dei motivi per i quali al giorno d’oggi si migliora tantissimo all’inizio della carriera. Se qualcuno ha una debolezza tutti cercano di sfruttarla a loro favore, quindi per vincere le partite bisogna migliorare in fretta.

Però per tornare alla domanda iniziale, sì, credo che adesso riesco a mettere in difficoltà gli avversari con più efficacia rispetto al passato.

Pensi che il match di oggi era il test decisivo per capire realmente il tuo stato di forma?

Per me il test era già l'incontro contro Lopez. Durante quella sfida ho sentito che il mio gioco e la mia fiducia andavano migliorando ad ogni scambio. Al termine di due partite terminate al quinto set era psicologicamente complicato scendere in campo al terzo turno contro Feliciano Lopez. La partita è però andata molto bene.

Al prossimo turno mi ritroverò di fronte un avversario sulla carta più forte, e che conosco bene. Il quarto di finale con Del Potro mi spaventa meno del match giocato contro Lopez al terzo turno perché ora mi sento bene, e inoltre non scenderò in campo dopo aver vinto due partite al quinto set...

Mentre tu stavi giocando sul centrale Del Potro ha completato un'incredibile rimonta in un'altro campo.

Sì, l'ho sentito (ride). Le grida degli spettatori del Grandstand sono arrivate fino al centrale, come avrete sentito anche voi.

Come vedi il quarto di finale contro il "grande argentino"?

È un bravo ragazzo, lo conosco molto bene. Ma quando si è ferito ed è dovuto rimanere a lungo lontano dal tennis ci siamo un po' persi di vista. Mi è dispiaciuto molto per la sua storia, credo che se non si fosse ferito avrebbe avuto grandi probabilità di diventare numero uno. Il suo infortunio l’ha colpito in un brutto momento della carriera.

Adesso che è rientrato sono molto felice per lui. Mi rallegro di giocare contro di lui mercoledì, questa partita mi riporta alla finale del 2009 (quando in finale degli US Open Del Potro sconfisse l’elvetico ndr.), era stato un match epico. Spero saremo in grado di giocarne uno altrettanto spettacolare.

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