Federer e l'affetto per i genitori del suo ex allenatore scomparso

bfi

25.1.2018

Peter Parker, 2001
Keystone

«Siete pronti per raggiungermi a Melbourne», chiede ogni anno Roger Federer a Bob e Diana Carter, prima dell’inizio dell’Australian Open.

“Le valigie sono pronte, facci sapere quando possiamo partire”, rispondono i due pensionati australiani.

Ma chi sono Bob e Diana Carter, e soprattutto perché ricevono tanta personale attenzione dal re del tennis.

Il segreto lo aveva svelato lo stesso Roger in occasione dell’ultimo torneo di Wimbledon.

Per il basilese è importante sapere che il nuovo anno agonistico inizi con il ricordo del suo ex coach e mentore Peter Carter, morto a 36 anni in seguito ad un’incidente automobilistico avvenuto in Sudafrica.

L’australiano è stato colui, assieme ai suoi genitori, che più l’ha forgiato come giocatore e come uomo.

2002, Roger Federer si commuove in occasione di un minuto di silenzio dedicato alla maorte del suo ex coach e mentore Peter Parker
Keystone

Per questo motivo, ogni anno, Federer invita il signor e la signora Carter a Melbourne durante l’Australian Open. Tutto a carico del campione di Basilea, compresi i biglietti d’aereo in prima classe e una camera in un lussuoso albergo di Melbourne.

Il 36enne, numero 2 al mondo, si prende il tempo di uscire a cena con i signori Carter, gli riserva due posti a sedere nel box vip, vicini a Mirka, papà Robert e mamma Lynette.

I due coniugi australiani seguono con passione e affetto le gesta del Maestro, come fosse figlio loro. In occasione di quattro dei cinque successi australiani di Federer, c’erano anche a loro, a festeggiare fino a notte fonda.

“Va bene per te se ora ce ne andiamo? - avevano chiesto i due quasi ottantenni l’anno scorso, verso le quattro di mattina.

Tanta è la tenerezza e il rispetto nei confronti di colui, che nonostante l’enorme fama e successo, non ha mai dimenticato il figlio tragicamente scomparso. Anche questo è Roger Federer.

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