Epidemia

Coronavirus: le scuole non chiudono, alcuni comuni si rivoltano

SwissTXT / pab

12.3.2020 - 12:22

Le scuole di Monteceneri – come le Medie di Camignolo – chiuderanno da lunedì
Source: archivio Ti-Press

La decisione di chiudere da oggi, giovedì, le scuole post-obbligatorie ha suscitato la contrarietà di vari Municipi, intenzionati a bloccare gli istituti scolastici nei loro territori. L'assenteismo nelle aule è circa del 20%.

Tra i comuni che ha agito c’è Monteceneri, che chiude i suoi istituti scolastici da lunedì 16 marzo, mentre Cadenazzo sospende la frequenza obbligatoria e Lugano sta decidendo proprio in queste ore se chiudere o no le scuole comunali.

Lugano non è l’unica città che sta pensando ad una misura drastica: altri comuni stanno valutando come proseguire e se sganciarsi da quanto sancito dalle autorità cantonali, che hanno emesso misure in linea con quanto formulato dall’Ufficio federale della sanità pubblica.

Monteceneri: «ci assumiamo la responsabilità»

Claudio Bonomi, vicesindaco di Monteceneri, ha dichiarato alla RSI che le autorità comunali hanno fatto tale scelta. Una scelta «di cui si assumono la responsabilità per cosa potrà derivare da questa decisione».

Il politico ha spiegato che i municipali sono convinti dell’utilità di fermare le scuole «ma ci dev’essere un rigore da parte di tutte le famiglie nel rimanere tranquillamente a casa».

Il 20% di assenze

Molte scuole dell’obbligo giovedì mattina hanno iniziato le lezioni a ranghi ridotti.

Tanti genitori hanno deciso autonomamente di tenere a casa i propri figli, stabilendo di applicare una regola di prudenza di fronte al coronavirus che contrasta con le ragioni sanitarie che, su suggerimento degli esperti dell’Ufficio federale di sanità pubblica, hanno indotto il Consiglio di Stato a chiudere unicamente gli istituti del post obbligatorio.

Nelle classi delle scuole dell’infanzia, elementari e medie le assenze - tra effetti dell'influenze stagionale e timori per il COVID19 - l'assenza media si aggira attorno al 20%.

I direttori incontrano Bertoli

Il punto della situazione sarà fatto nel corso della giornata con due riunioni che vedranno i vertici del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport incontrare le direzioni delle scuole medie e degli istituti comunali.

Nel corso degli incontri il DECS dovrà anche rispondere ai tanti dubbi delle direzioni e dei corpi docenti che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono pronti a svolgere il proprio ruolo procedere nel senso richiesto.

I comuni non possono decidere autonomamente

La conferma è giunta direttamente da Manuele Bertoli al termine del primo incontro. «La discussione generale sul provvedimento non è andata in questa direzione. Magari alcuni hanno opinioni personali, che vanno rispettate, ma tutti hanno marcato presenza e soprattutto si sono dichiarati pronti a lavorare nella stessa direzione. È l’atteggiamento che in una collettività dobbiamo avere tutti in un momento di difficoltà».

Ai Municipi e alle Delegazioni dei consorzi scolastici, giovedì mattina il Governo ha però ricordato che «non vi è alcuna norma legale che permetta a questi organi di decidere autonomamente la chiusura delle scuole dell’obbligo a seguito della situazione inerente al Coronavirus».

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