URC 2022

Cassis: «Mai troppo presto per prepararsi a post-guerra»

bt, ats

4.7.2022 - 14:33

Cassis a colloquio a Lugano con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Keystone

Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha aperto oggi nel primo pomeriggio a Lugano la Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina.

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4.7.2022 - 14:33

«La strada è lunga, ma non è mai troppo presto per prepararsi al momento in cui le armi taceranno», ha detto il consigliere federale nel suo discorso inaugurale al Palazzo dei Congressi, prima di passare la parola al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, collegato via video.

L'obiettivo di questi due giorni è «gettare le basi per un processo politico efficace e trasparente, con criteri chiari e ruoli definiti», ha aggiunto Cassis. Tali principi verranno sanciti domani in un documento finale, la cosiddetta Dichiarazione di Lugano, che il ministro degli esteri ha definito «una prima pietra miliare».

«Ciò che lega tutti noi in questa sala è il desiderio di offrire al popolo ucraino la prospettiva di tornare a una vita di autodeterminazione e pace, oltre che di un futuro luminoso», ha dichiarato ancora Cassis. Il ticinese ha poi ringraziato tutti i presenti, sia quelli giunti a Lugano di persona sia quelli collegati da remoto. Alla conferenza prenderanno parte oltre mille partecipanti, in rappresentanza di una quarantina di Paesi e di una quindicina di organizzazioni internazionali.

Stando a Cassis, la ricostruzione dell'Ucraina non si può fare senza riforme in vari settori, ad esempio nella lotta alla corruzione o nell'indipendenza del sistema giudiziario. Il presidente della Confederazione ne ha approfittato per ricordare che, prima dell'invasione a opera dei russi, l'evento luganese avrebbe dovuto concentrarsi proprio sulle riforme istituzionali.

Il piano originale della conferenza e quello attuale devono formare un tutt'uno, ha evidenziato ancora su questo punto Cassis, e rafforzarsi a vicenda, non entrare in concorrenza. Le discussioni a Lugano verteranno sulle tre R (riforma, resilienza e ripresa), ha riassunto il ministro degli esteri.

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