Gaming professionale

E-sport sicuro grazie alle leghe

Michael In Albon, blog sostenibilità

30.10.2018

Gamer al Game Show di Zurigo lo scorso settembre: l’e-sport svizzero non presenta ancora adeguate strutture professionali.
Keystone/Melanie Duchene

Nel 2018 sono definitivamente approdati anche in Svizzera il gaming e l’e-sport. Finora mancavano strutture in grado di garantire ai giocatori e ai genitori uno svolgimento corretto di queste nuove discipline.

Ogni sport non solo ha un proprio regolamento che prescrive le modalità di gioco, ma anche istituzioni che svolgono importanti funzioni regolatorie, indispensabili per praticare lo sport in questione. Nel calcio ad esempio esistono associazioni che grazie all’importante ruolo del volontariato e al sostegno dei Comuni rendono accessibile questo sport a tutti, stabiliscono le strutture delle squadre, promuovono gli Juniores, cercano gli sponsor e organizzano tornei. Le squadre sono seguite da allenatori che possono, anzi devono, essere sempre aggiornati nella loro formazione.

Le associazioni sportive: importanti strutture, anche di sorveglianza

Ogni associazione è poi integrata in strutture regionali, nazionali e internazionali – che a loro volta svolgono importanti compiti. Soltanto in questo modo è possibile garantire che tutte le squadre abbiano le stesse opportunità, giochino seguendo le medesime regole e che il denaro delle sponsorizzazioni sia distribuito equamente fra tutti.

Associazioni e leghe anche nell’e-sport

Finora in Svizzera l’e-sport costituiva un’eccezione: mancavano infatti le relative strutture oppure quelle esistenti avevano regole diverse. Nell’e-sport esistono già tornei internazionali e in parte nazionali, in cui i giocatori possomo mettersi alla prova. Le regole, anche quelle dei tornei, sono stabilite dai produttori dei giochi. Nell’offerta sportiva delle scuole tuttavia i genitori e i giovani giocatori non trovano discipline quali «Minecraft» o «League of Legends». Molto giocatori sono abbandonati a loro stessi e per tanti giovani di talento e ambiziosi diventa molto difficile affermarsi in questi ambiti.

Cos’è la Swisscom Hero League?

L’impegno di Swisscom nell’e-sport fa riferimento a queste strutture centrali. Con la Hero League Swisscom cerca di affermare una struttura nazionale, grazie alla quale di fronte alla richiesta dei figli di diventare e-sportivi i genitori non alzino semplicemente le spalle ma possano fornire consigli utili. Come capire se il proprio figlio ha la stoffa per fare carriera nell’e-sport? È possibile praticare un determinato sport anche a livello amatoriale? Dove ci si può informare, con chi si può parlare? Quali sono i costi e quanto si può guadagnare? Quali sono le partite dei tornei? Finalmente si potrà dare una risposta a tutte queste domande.

Individuare i rischi

L’e-sport ha ben poco a che fare con i giochi da smartphone. Già ora lo sport richiede molto impegno a giocatori e organizzatori: servono allenamenti, trainer, spazi dove giocare, attività fisica di supporto e programmi di promozione per bambini e ragazzi. È innegabile che anche l’e-sport, esattamente come altri sport, possa comportare dei rischi. Ad esempio ci sono giochi non adatti ai bambini. Oppure succede che i giovani esigono troppo da sé stessi e trascurano altre importanti sfere della loro vita: amici, scuola, famiglia. Per questo serve un’assistenza professionale, non solo per i giovani giocatori, ma anche per i loro genitori che si preoccupano delle possibili conseguenze. Tutto questo sarà compito delle leghe professionali, le uniche in grado di creare le relative strutture e offrire agli e-sportivi adeguate condizioni quadro e ai genitori la necessaria sicurezza. Con la Hero League abbiamo compiuto un importante passo avanti in questa direzione.

Informazioni per genitori e insegnanti

L’ultima edizione della guida digitale enter conduce nell’affascinante mondo del gaming e dell’e-sport. Genitori e insegnanti scoprono cosa sono esattamente i giochi online e l’e-sport, come si diventa e-sportivi e come arginare la dipendenza dai giochi online.

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Michael In Albon è incaricato alla tutela dei giovani dai media ed esperto in competenza mediatica in Swisscom.
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