I turisti invadono l'Alto Adige «Correre per 300 metri solo per un selfie è una follia»

Dominik Müller

3.8.2025

Per quanto idilliaci possano essere i paesaggi, i turisti alle prime armi conquistano quasi tutte le montagne solamente per una foto su Instagram.
Per quanto idilliaci possano essere i paesaggi, i turisti alle prime armi conquistano quasi tutte le montagne solamente per una foto su Instagram.
Seceda

Vengono senza scarponi da trekking, ma con bastoni da selfie: la corsa al Seceda in Alto Adige sta facendo scuotere la testa, e ha scatenato un dibattito sul significato e sul futuro dell'escursionismo.

Samuel Walder

Hai fretta? blue News riassume per te

  • Ogni giorno centinaia di persone raggiungono la funivia del Seceda in Alto Adige, non per fare escursioni, ma per scattarsi dei selfie con uno sfondo montano degno di Instagram.
  • Il presidente dell'Club Alpino Altoatesino critica aspramente questo sviluppo e parla di un allontanamento dal vero scopo dell'escursionismo.
  • Sui social media cresce l'indignazione per il turismo di massa e si moltiplicano le richieste di restrizioni e di orientamento dei visitatori.

Un'immagine che è diventata virale sui social media: una fila interminabile di persone davanti alla funivia del Seceda, in centinaia sotto il sole cocente non con zaini e scarponi da trekking, ma armati di cellulari e ombrelloni.

Il loro obiettivo? La foto perfetta su Instagram con le maestose cime del Gruppo delle Odle sullo sfondo.

Un recente video della corsa sulle Dolomiti ha scatenato l'indignazione sui social media. Per Carlo Zanella, presidente del Club Alpino Altoatesino, la scena è uno shock. «Mi viene la pelle d'oca quando guardo questi video», dice al «Corriere della Sera».

In passato gli escursionisti erano ben equipaggiati e preparati, ma oggi molti vengono semplicemente come turisti del selfie. «Camminare per 300 metri solo per scattare una foto: è una follia».

Zanella lamenta una crescente alienazione dal vero scopo dell'escursionismo: «È l'utente sbagliato nel posto sbagliato».

L'amante della natura altoatesina ora evita persino deliberatamente la sua regione d'origine. «Vado in Veneto o in Friuli. E se anche lì è pieno, aspetto che l'Alto Adige si svuoti di nuovo», chiarisce Zanella.

L'indignazione sui social media

Nei commenti al video virale, alcuni utenti chiedono la chiusura temporanea delle funivie estive, mentre altri suggeriscono un drastico aumento dei prezzi.

Molti lamentano le conseguenze negative dell'overtourism: l'aumento del costo della vita, i luoghi sovraffollati, la tranquillità rovinata.

Zanella è particolarmente critico nei confronti del progetto di estensione della funivia al Seceda. Portare più persone in cima in meno tempo è un approccio completamente sbagliato. Servono invece regole chiare, una guida mirata per i visitatori e più rispetto per il mondo della montagna.

Le Dolomiti, un tempo luogo di desiderio per gli amanti della natura, rischiano di degenerare in un mero sfondo per i «mi piace».

È questo il prezzo dell'era digitale?

Il dibattito è appena iniziato.


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