A tutto Festival Le pagelle della prima serata di Sanremo: Laura Pausini è un mezzo disastro, Carlo Conti tiene le redini e Tiziano Ferro se la gode. La bella sorpresa? Can Yaman

Paolo Beretta

25.2.2026

Ecco cosa ha funzionato e cosa no nella prima serata dell'ultimo Festival targato Carlo Conti, tra la sua conduzione, quella della «collega» Laura Pausini, passando per Can Yaman, attore di Sandokan, al loro fianco per una notte. E cosa dire dell'ospite d'eccezione, Tiziano Ferro, sul palco per festeggiare i 25 anni della sua prima hit «Xdono» e il suo nuovo album «Sono un grande»? Chi ha impressionato in bene e chi potrebbe migliorarsi tra i 30 concorrenti in gara?

Paolo Beretta

Hai fretta? blue News riassume per te

  • La 76esima edizione del Festival di Sanremo, che vede in gara ben 30 artisti, si è aperta martedì 25 febbraio e si conclude sabato 28 febbraio. 
  • Sul palco dell'Ariston, per le cinque serate, accanto a Carlo Conti c'è Laura Pausini. Presentatore per una sera sola invece Can Yaman, protagonista del nuovo Sandokan.
  • Con lui, a metà serata, il primo e indimenticabile Sandokan, Kabir Bedi, attore che ha incarnato il personaggio di Emilio Salgari sul piccolo schermo nella mini serie di 6 puntate negli anni '70.
  • L'ospite musicale è stato Tiziano Ferro, che si è divertito e ha fatto divertire tutti con un mix dei suoi più grandi successi.
  • Momento commovente quello che ha visto protagonista la signora Gianna Pratesi di 105 anni (106 a marzo) salita sul palco dell'Ariston per celebrare gli 80 anni della Repubblica italiana.
  • Tra le prestazioni canore dei concorrenti spiccano in positivo quelle del duo Masini-Fedez, di J-Ax, di Arisa e pure di Serena Brancale.
  • Da rivedere le esibizioni di Patty Pravo, Elettra Lamborghini, Luche', Leo Gassman, Lda & Aka 7even e Tredici Pietro, che non mi hanno convinto.

La Giuria della Sala Stampa, Tv e Web ha reso il suo verdetto dopo oltre 5 ore di diretta televisiva alla 1 e 45 di mattina.

Con ben 30 concorrenti in gara sembrava impossibile finire prima, con buona pace del pubblico a casa e in sala, anche se l'anno scorso la classifica, con 29 esibizioni, era stata proclamata quasi mezz'ora prima, alla 1 e 19.

La Giuria, dicevamo (e non il televoto che entra in gioco solo mercoledì), in ordine sparso, come ha sottolineato Carlo Conti, ha decretato che le migliori performance della prima serata sono state quelle di Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga e del duo Fedez e Masini.

Nella mia classifica c'è posto anche per J-Ax

Dopo il primo ascolto sono parzialmente d'accordo. Anche secondo me quattro delle cinque esibizioni citate sono state le più riuscite.

Ma nella mia personale classifica, ovviamente provvisoria, al posto di Ditonellapiaga, che ha aperto la kermesse dopo l'esibizione di Olly, vincitore lo scorso anno, avrei messo J-Ax, che ha dato una botta di vita e di colore a un Ariston un po' troppo soporifero.

Ovvio, criticare i propri compaesani con un testo ironicamente intelligente in cui si parla di stereotipi dubbi non permetterà all'ex Articolo 31 di farsi molti nuovi amici. Ma non è salito sul palco con quello scopo.

Patty Pravo non mi ha convinto

Dopo la prima serata, dietro al quintetto che ho appena nominato, metterei, non per ordine d'importanza, ma con un potenziale maggiore di miglioramento rispetto agli altri: Enrico Nigiotti, Raf, Ermal Meta e le Bambole di Pezza.

Vista una carriera di 50 anni, la miriade di successi e la particolare vocalità, sembra un'eresia scriverlo, ma una delle esibizioni che mi ha invece convinto di meno è stata quella di Patty Pravo. Ci son state alcune imprecisioni vocali che hanno lasciato un po' l'amaro in bocca.

Da rivedere (e risentire... con prudenza) Elettra Lamborghini, Luche', Leo Gassman, Lda & Aka 7even e Tredici Pietro, le cui canzoni ed esecuzioni, per ora, non mi sono sembrate molto riuscite. Anzi. Ho avvertito una certa dissonanza tra voce, testo e personaggi. Un concetto difficile da spiegare.

Ma andiamo con ordine e iniziamo dal principio.

L'omaggio, inevitabile, a Pippo Baudo

Parte la musica, i giochi di luci e poi il buio. Nella sala risuona la voce inconfondibile del mitico presentatore Pippo Baudo: «Buonasera! Benvenuti al festival della canzone italiana, al festival di Sanremo!».

Scatta l'applauso, si alza il «sipario», fatto di pannelli quasi trasparenti, e compare Carlo Conti in cima alla scalinata.

Dopo i saluti di rito, la spiegazione: «Ho voluto iniziare con la famosa sigla con un nuovo arrangiamento di quel «Perché Sanremo è Sanremo» che era lo slogan di Pippo Baudo. È il primo festival senza Pippo, che ne ha fatti tredici, che ha inventato i meccanismi, le chiacchiere, il festival con le cinque serate, il dopo festival. Era doveroso dedicare questo festival a Pippo Baudo».

Come iniziare questa 76esima edizione? «Ripartire da dove eravamo rimasti.» Entra in scena Olly, vincitore nel 2025, che canta la sua «Balorda nostalgia» insieme a tutto il pubblico dell'Ariston e con chi è seduto davanti alla TV. Insomma, l'inizio è assai promettente. Ma la prima gaffe è dietro l'angolo.

Arriva Laura Pausini, di nero vestita

Conti riprende il timone: «La compagna di viaggio quest'anno per cinque serate è lei, questa è casa sua dal 1993. Anche in questo caso la voglio lasciar presentare a Pippo Baudo». E parte il video con Baudo che introduce, rosa alla mano, «Laura Pausini».

Il pubblico applaude.

E dopo la discesa dalle scale, di nero vestita, Laura esclama: «Grazie Carlo, Buonasera a tutti gli italiani. Sono molto felice, grazie per questo sogno», sottolinea la co-conduttrice.

Ricorda che, quando Conti le ha proposto di affiancarlo, l'ha chiamata proprio Baudo: «Laura sei pronta, non aver paura, vai, mi ha detto. E allora eccoci qua».

Le scappa spesso una zeta romagnola, e allora ammette: «Ho paura di sbagliare, ma mi sento tranquilla, sono a casa, sono con voi». E difatti nel corso della serata farà più di una gaffe.

I primi due errori sono proprio a causa della zeta romagnola, sui primi due annunci. Conti la prende in giro, e lei non riesce a stare al gioco, più concentrata su quello che non deve dimenticarsi di dire che sull'ascoltare Conti e seguirlo «a ruota». Nulla di grave, ha quattro altre sere per migliorarsi.

Saper ascoltare e reagire di conseguenza non è da tutti

Insomma, detto in altre parole, si capisce fin dalle prime battute che non sarà facile per Laura e che il mestiere di presentatrice non le si addice molto, almeno per ora.

Va un po' per la sua strada, interrompendo gli ospiti che stanno ancora parlando, perché ha fretta di dire quello che prevede la scaletta, in sostanza, non vivendo appieno il momento.

Questa «rigidità», per così dire, per chi non ha la memoria corta, era già emersa durante l'Eurovision 2022 a Torino, quando lo presentò con Mika e Alessandro Cattelan. Anche allora come oggi, la tessitura tra i presentatori era da rafforzare. Lo sarà, con Conti, già nel corso della serata.

La prima standing ovation è per Peppe Vessicchio

Tornando allo svolgimento della serata Conti vuole rendere omaggio a un altro volto storico del Festival.

E per lanciare la clip s'esprime così: «Dalla sua prima direzione d'orchestra di Saremo nel 1990 è diventato uno dei protagonisti più amati del festival: garbo, ironia, talento. È stato un simbolo per Sanremo. Ci ha lasciato troppo presto. Vogliamo ricordare il Maestro Peppe Vessicchio». 

E nel filmato, con l'audio «dirige l'orchestra il maestro Peppe Vessicchio»: scorrono le immagini del direttore d'orchestra con Mike Bongiorno, Fabio Fazio, Raffaella Carrà, ancora Baudo, Gianni Morandi, Amadeus, lo stesso Conti. 

«È arrivato nelle nostre case con la forza del talento, ma Peppe è stato anche un uomo, un marito, un padre, un amico meraviglioso», dice Pausini.

Standing ovation per lui all'interno dell'Ariston.

Conti rende omaggio anche anche altri personaggi scomparsi: Angela Luce, Tony Dallara, Sandro Giacobbe, Gianni Pettenati e Maurizio Costanzo, morto esattamente tre anni fa.

E poi a Ornella Vanoni: «Domani – annuncia – sarà qui con noi Camilla Ardenzi, la nipote, a regalarci una sua versione di Eternità».

Arriva l'attore turco Can Yaman, il nuovo Sandokan

È il momento dell'entrata del primo co-conduttore, l'attore turco Can Yaman, protagonista della serie TV Sandokan di RAI 1. Si rivelerà essere una bella sorpresa.

Sarà, in fin dei conti e tenendo presente che non parla nella sua lingua madre, più bravo di Pausini nel presentare gli artisti in gara, molto alla mano, più rilassato, anche perché lui non ha praticamente nulla da perdere.

Ha, vista la sua stazza, una presenza scenica indiscutibile. Vuoi per il sorriso, vuoi per la spontaneità, o per lo stare al gioco sulle innumerevoli battute (forse un paio di troppo di Pausini?) sul suo aspetto fisco scolpito, il gigante di muscoli è risultato davvero simpatico. Un valore aggiunto.

Dal «Ce l'ho in mano» alla «farfallina di Belen»

Complice un cambio d'abito, Pausini non ha più il microfono sul vestito, ma le viene dato un gelato. Leggendo quello che deve dire, tenendo in mano i cartoncini, non si rende conto che il pubblico non può sentirla poiché ha il microfono lontano dalla bocca.

Conti le alza il braccio e le dice «Microfono, microfono». Lei un poco stizzita risponde: «È che prima me l'avete messo qua (indicando la spallina del vestito) e ora invece ce l'ho in mano...».

Si accorge del possibile doppio senso sessuale attribuibile alla sua frase e al posto di tirar dritto (cosa che avrebbe minimizzato l'accaduto) si ferma, rimane qualche secondo in silenzio, come tutta la platea... e poi si riprende: «Mamma tutto ok. Ritorniamo seri perché è una gara seria. Chiedo scusa per questo».

Un altro episodio poco di classe è quello capitato al terzo e ultimo cambio d'abito di Can Yaman, che dopo la camicia aperta sul petto è passato alla cravatta, per finire col farfallino, come Conti.

E qui arriva una battuta della Pausini che non era necessaria: «Farfallino tu e tu. Io però la farfallina non ce l'ho.». Conti, in imbarazzo, fa finta di non capire e allora la cantante mette la mano sulla coscia e dice: «Ma si dai, la farfallina di Belen, io non ce l'ho», riferendosi allo scandalo che provocò il tatuaggio della showgirl argentina nel 2012, proprio a Sanremo.

Abbiamo una certezza: Laura Pausini ha ancora quattro serate per migliorarsi. Per ora, il confronto con le colleghe dell'anno scorso, da Geppi Cucciari ad Antonella Clerici, passando per Katia Follesa, senza dimenticare Bianca Balti, non gioca molto a suo vantaggio.

Un momento toccante in parte rovinato da un errore nella grafica

È il momento di festeggiare la nascita della Repubblica italiana e Conti inizia così per introdurre la prossima ospite: «Quel 2 giugno del 1946 andarono a votare per la prima volta le donne e tra queste c'era anche una ragazza, 26enne all'epoca, Gianna Fratesi. Secondo me è l'ospite d'onore di questo Festival: la Signora Gianna Fratesi».

Entra, accompagnata dal figlio, la donna di ben 105 anni (ne farà 106 a marzo, sottolinea). Con i suoi tempi, non proprio televisivi, ha raccontato pezzi di vita vissuta e senza indugio dice: «In casa eravamo tutti di sinistra, votai Repubblica senza dubbi». 

Poi arriva il consiglio per i giovani, una lezione di vita: «Non siate severi con gli altri, cercate di capire la vita senza arrabbiarvi». Un invito alla pace e al «volersi bene» che ha commosso l’Ariston.

Il momento è stato rovinato, almeno visivamente, dalla grafica sullo schermo gigante dietro i due, dove scorrevano immagini dell'epoca, in bianco e nero, a corredo delle parole della signora. È infatti apparsa la scritta con il risultato del referendum del 2 giugno 1946... «il 54 per cento alla Repupplica», una doppia p al posto di una doppia b.

Carlo Conti e Gianna Pratesi, con alle spalle l'erroraccio... Repupplica al posto di repubblica...
Carlo Conti e Gianna Pratesi, con alle spalle l'erroraccio... Repupplica al posto di repubblica...
KEYSTONE

Tiziano Ferro festeggia 25 anni di carriera: «Grazie a questa gente qui. Sono un grande»

Tra un artista e l'altro arriva l'ospite musicale più atteso. Sono da poco passate le 22h30 e fa il suo ingresso Tiziano Ferro, sul palco di Sanremo per festeggiare i 25 anni di carriera.

Parte il mix di alcuni dei suoi successi più grandi: inizia a cappella, con «Ti scatterò una foto», seguita da «La differenza tra me e te», «Lo stadio» e «Xdono». Poi canta il nuovo brano, «Sono un grande».

E con Conti:«Mi è cambiata la vita grazie e queste persone qui. Finalmente anche io posso dirmi bravo per quello che ho fatto e che non ho fatto, anche contro gli hater». Poi scherza con Pausini: «Il prossimo anno io e te insieme, se Carlo se ne va, vengo io».

L'incontro con i due Sandokan

Si esibiscono altri artisti e poco prima della mezzanotte è il momento di Kabir Bedi, il primo Sandokan, colui che diede il volto televisivo all'eroe inventato sulla carta da Emilio Salgari, nella serie TV in sei episodi degli anni '70 di Sergio Sollima.

Il passato e il presente si incontrano. Bedi abbraccia Yaman e lo benedice: «Se il mio degno successore».

Nicola Savino pronto per il Dopofestival

E si riparte di gran carriera con le esibizioni degli artisti in gara fino alla 1 e 45, momento in cui viene letta la classifica, con 15 minuti di ritardo sulla scaletta annunciata.

In questo senso gli intermezzi musicali voluti dagli sponsor, sicuramente redditizi economicamente, di una decina di minuti ciascuno con Gaia alla Suzuki arena e con Max Pezzali sulla Costa ormeggiata davanti a Sanremo, non hanno aiutato a contenere i tempi.

Illuminatisi di verde i nomi dei 5 artisti migliori, partono i titoli di coda e sullo schermo gigante appare Nicola Savino, pronto a condurre il Dopofestival.

Ma questa è, decisamente, un'altra storia.