Giovani e politica

Arianna Ortelli: «Sono come una Polaroid, colgo l'occasione al volo»

Paolo Beretta

26.3.2019

Arianna Ortelli, lista numero 2 (MPS – POP – Indipendenti), candidata numero 30.
Paolo Beretta

Il 7 aprile si svolgono le elezioni cantonali ticinesi. La voce dei giovani è entrata di prepotenza nel dibattito politico in queste ultime settimane con le mobilitazioni a livello mondiale in favore del clima. Per avvicinarsi a questo importante momento della vita politica «Bluewin» ha deciso quindi di incontrare i più giovani candidati dei vari schieramenti in corsa per il Gran Consiglio. Tutti hanno risposto alle stesse tre domande e hanno portato un oggetto che li rappresenta.

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È il turno di Arianna Ortelli, diciottenne bellinzonese, al quarto anno di Liceo nella Capitale, con indirizzo linguistico. Successivamente intende studiare diritto e magari diventare, da «grande», un avvocato o avere un futuro nel corpo diplomatico svizzero.

Signora Ortelli, perché ha deciso di fare politica così giovane?

Ho deciso di fare politica già ora perché mi piace cogliere al volo le occasioni. Mi è stato chiesto di partecipare attivamente nel mio partito, a cui «appartengo» grazie ai miei famigliari e conoscenti. E mi son detta: «Dai, proviamoci!». Mi son sempre trovata bene, abbiamo un bel gruppo e c’è anche un bell'ambiente. E poi mi piaceva l’idea di poter provare a cambiare le cose nel mio piccolo e, anche se forse è un’utopia, di poter cercare di farlo anche più in grande, e dunque puntare anche più in alto. E quindi, un po' per gioco e un po' per interesse, mi sono buttata e ora vedremo come va.

Perché si è messa a disposizione per il Movimento per il socialismo?

Perché appunto ho avuto la fortuna di crescere con l'MPS, dato che i miei genitori erano nel partito. E le persone che ne fanno parte sono diventate molto importanti per me e la mia famiglia. Sono persone con le quali mi sono sempre trovata ideologicamente e politicamente parlando. Ci piazziamo infatti nel mezzo tra i socialisti e i comunisti, dato che non siamo estremisti come può esserlo il Partito comunista e non siamo incoerenti come può esserlo il Partito socialista.

Come giovane, se lo fa, tramite quali canali si informa?

Mi informo spesso attraverso «Il Quotidiano», perché alla sera alle 19, dopo aver finito di cucinare insieme alla mamma, ci sintonizziamo sempre sulla RSI. Ma anche tramite i social. Ormai siamo in un mondo molto socializzato. Tra le app ho anche quella della «Neue Zürcher Zeitung» e quella del giornale di Berna («Berner Zeitung» ndr.).

Tramite quale oggetto o animale si rappresenta?

È stato molto difficile scegliere perché è una cosa a cui non ho mai pensato prima. Ho però un oggetto che porto sempre con me ed è una Polaroid, uno dei modelli nuovi. Credo che un po' mi rappresenti perché la particolarità della Polaroid è quella di cogliere l’occasione al volo. Tu hai una sola possibilità di fare la foto: se ti viene bene, puoi anche dire che ti è andata bene, ma di certo ci hai dovuto pensare un attimo prima di scattare. Ma se ti è andata male, l'immagine è uscita bianca e non puoi rifarla, e allora ti prendi le tue responsabilità.

L'oggetto scelto da Arianna Ortelli
Paolo Beretta
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